{"id":76811,"date":"2024-02-26T09:20:52","date_gmt":"2024-02-26T08:20:52","guid":{"rendered":"https:\/\/kinsta.com\/it\/?p=76811&#038;preview=true&#038;preview_id=76811"},"modified":"2024-02-28T08:59:09","modified_gmt":"2024-02-28T07:59:09","slug":"wordpress-headless-seo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/wordpress-headless-seo\/","title":{"rendered":"Strategie SEO avanzate per siti WordPress headless"},"content":{"rendered":"<p>Optare per un <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/wordpress-react\/\">sito WordPress headless<\/a> rispetto a un&#8217;architettura tradizionale cambia notevolmente le carte in tavola in termini di SEO. Questo approccio separa il front-end del sito dal back-end, aumentando la flessibilit\u00e0 e la velocit\u00e0. Ma comporta anche nuove sfide SEO.<\/p>\n<p>Ecco come stanno le cose: la visibilit\u00e0 di un sito e il modo in cui le persone lo trovano attraverso i motori di ricerca dipendono dalle tattiche SEO. Per questo motivo, oggi parleremo di alcune strategie SEO avanzate pensate proprio per le configurazioni WordPress headless.<\/p>\n<p>Vedremo come assicurarci che i motori di ricerca possano scansionare correttamente un sito, di come modificare i meta tag e di molto altro ancora. Che vi occupiate di scrivere il codice del sito o che di elaborare strategie di marketing, vi daremo consigli pratici per affinare le vostre capacit\u00e0 SEO.<\/p>\n<p>Andiamo al sodo.<br \/>\n<div><\/div><kinsta-auto-toc heading=\"Table of Contents\" exclude=\"last\" list-style=\"arrow\" selector=\"h2\" count-number=\"-1\"><\/kinsta-auto-toc><\/p>\n<h2>Come rendere &#8220;crawlabili&#8221; i siti WordPress headless<\/h2>\n<p>Rendere i siti WordPress headless adatti al crawling presenta alcune sfide uniche che i siti tradizionali non incontrano. L&#8217;ostacolo principale deriva dal fatto che il contenuto dei siti headless viene reso dal lato client utilizzando <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/javascript\/\">JavaScript<\/a>, il che storicamente ha creato difficolt\u00e0 ai bot dei motori di ricerca in termini di crawling e indicizzazione.<\/p>\n<p>Tuttavia, tecniche moderne come il rendering dinamico e il rendering lato server hanno reso molto pi\u00f9 semplice affrontare questi problemi.<\/p>\n<h3>Rendering dinamico<\/h3>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/docs\/crawling-indexing\/javascript\/dynamic-rendering\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">rendering dinamico<\/a> funge da ponte tra i contenuti pesanti in JavaScript e i crawler dei motori di ricerca. Consiste nel presentare ai motori di ricerca un&#8217;istantanea <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/blog\/wordpress-vs-static-html\/\">HTML statica<\/a> e prerenderizzata dei contenuti del sito, mentre gli utenti continuano a sperimentare la versione dinamica e interattiva.<\/p>\n<p>In questo modo i crawler possono indicizzare i contenuti del sito senza dover eseguire <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/cosa-e-javascript\/\">JavaScript<\/a>, migliorando immediatamente la visibilit\u00e0 e le prestazioni SEO.<\/p>\n<p>Per implementare il rendering dinamico in un ambiente WordPress headless, di solito si utilizza una soluzione come <a href=\"https:\/\/prerender.io\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">prerender.io<\/a> o si costruisce un proprio meccanismo di rendering lato server, magari con <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/node-js-wordpress\/\">Node.js<\/a>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_174688\" aria-describedby=\"caption-attachment-174688\" style=\"width: 900px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-174688 size-full\" src=\"https:\/\/kinsta.com\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/prerender.jpg\" alt=\"\u00c8 possibile utilizzare Prerender.io per aggiungere il rendering lato server.\" width=\"900\" height=\"428\"><figcaption id=\"caption-attachment-174688\" class=\"wp-caption-text\">Prerender<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ecco una spiegazione concettuale:<\/p>\n<h4>1. Rilevamento degli user-agent<\/h4>\n<p>\u00c8 necessario distinguere tra le richieste fatte dagli utenti (browser) e quelle fatte dai crawler (come Googlebot). Questo pu\u00f2 essere fatto controllando lo user-agent nelle intestazioni HTTP delle richieste in arrivo.<\/p>\n<h4>2. Servire contenuti statici ai bot<\/h4>\n<p>Quando viene rilevato un crawler, invece di servire il solito contenuto ricco di JavaScript, il server reindirizza la richiesta a una versione HTML statica e prerenderizzata della pagina richiesta. Questo pu\u00f2 essere ottenuto utilizzando un servizio di prerendering o disponendo di una configurazione di prerendering sul server che genera pagine HTML statiche dei contenuti al volo, o da una cache.<\/p>\n<h4>3. Come configurarlo con WordPress<\/h4>\n<p>Servizi come prerender.io offrono un middleware che pu\u00f2 essere integrato nel server. Questo middleware intercetta le richieste in arrivo, verifica se provengono da crawler e, in caso affermativo, serve una pagina prerenderizzata dalla cache di prerender.io o attiva il rendering di una nuova pagina se non \u00e8 presente nella cache.<\/p>\n<p>Costruendo una soluzione personalizzata, di solito useremmo <a href=\"https:\/\/pptr.dev\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Puppeteer<\/a> in un ambiente Node.js per il pre-rendering delle pagine. Quando l&#8217;API di WordPress invia il contenuto al vostro server Node.js, controlla lo user-agent. Se si tratta di un crawler, Puppeteer esegue il rendering della pagina, salva l&#8217;HTML statico e serve questa versione.<\/p>\n<p>Questo processo pu\u00f2 essere ottimizzato mettendo nella cache le pagine statiche per evitare di renderizzarle a ogni richiesta del crawler.<\/p>\n<h3>Rendering lato server<\/h3>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/web.dev\/articles\/rendering-on-the-web#server-rendering\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">rendering lato server<\/a>, invece, prevede il rendering del contenuto della pagina sul server prima che raggiunga il client. Ci\u00f2 significa che quando un bot di un motore di ricerca richiede una pagina, riceve una pagina HTML completamente renderizzata, rendendola immediatamente indicizzabile.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 implementare il rendering lato server utilizzando vari framework e librerie JavaScript, come <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/react-js\/\">React<\/a> e <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/node-js\/\">Node.js<\/a>, per eseguire il rendering dei contenuti direttamente sul server. Questo approccio non solo aiuta a rendere i contenuti pi\u00f9 accessibili ai motori di ricerca, ma migliora anche l&#8217;esperienza complessiva dell&#8217;utente accelerando i tempi di caricamento delle pagine.<\/p>\n<p>Per il rendering lato server, l&#8217;utilizzo di framework come <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/next-js\/\">Next.js<\/a> in combinazione con l&#8217;<a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/rest-api-wordpress\/\">API REST di WordPress<\/a> o <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/graphql-vs-rest\/\">GraphQL<\/a> pu\u00f2 semplificare il processo.<\/p>\n<p>Una configurazione tipica potrebbe prevedere il recupero dei dati con GraphQL e il rendering delle pagine sul server utilizzando Next.js, in modo da pre-popolare i contenuti prima che vengano serviti.<\/p>\n<h2>Configurare gli URL canonici<\/h2>\n<p>La configurazione di URL canonici per un sito WordPress headless \u00e8 un altro modo per mantenere l&#8217;integrit\u00e0 SEO, soprattutto quando i contenuti vengono serviti attraverso un front-end disaccoppiato come <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/gatsby-wordpress\/\">Gatsby<\/a> o Next.js.<\/p>\n<p>Gli <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/wordpress-seo\/\">URL canonici<\/a> aiutano a evitare problemi di contenuti duplicati segnalando ai motori di ricerca quale versione di una pagina di contenuti \u00e8 quella principale o &#8220;canonica&#8221;. Questo \u00e8 necessario in un ambiente headless in cui i contenuti possono essere accessibili attraverso pi\u00f9 percorsi o endpoint.<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 gli URL canonici sono importanti<\/h3>\n<p>In WordPress headless, il rischio di duplicazione dei contenuti aumenta a causa della separazione del front-end dal back-end di WordPress. Gli URL canonici mitigano questo rischio guidando i motori di ricerca a indicizzare l&#8217;<a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/cosa-e-un-url\/\">URL<\/a> preferito. In questo modo si garantisce che il valore SEO venga consolidato nella pagina canonica, anzich\u00e9 essere diluito in pi\u00f9 versioni dello stesso contenuto.<\/p>\n<p>Inoltre, la creazione di URL canonici chiarisce quale versione del contenuto deve essere classificata nei risultati di ricerca.<\/p>\n<h3>Come impostare gli URL canonici<\/h3>\n<p>L&#8217;implementazione degli URL canonici in un ambiente WordPress headless pu\u00f2 essere gestita in modo efficiente con l&#8217;aiuto del plugin Yoast SEO e di WPGraphQL, per collegare i dati di Yoast SEO alla configurazione headless.<\/p>\n<p>Ecco una panoramica di alto livello di un processo che lo sviluppatore web <a href=\"https:\/\/andrewkepson.com\/blog\/headless-wordpress\/yoast-seo-graphql-headless-wordpress\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Andrew Kepson<\/a> descrive in modo molto dettagliato e che coinvolge un paio di plugin popolari:<\/p>\n<ul>\n<li>Utilizzare il plugin <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/yoast-seo\/\">Yoast SEO<\/a> per semplificare la gestione degli URL canonici direttamente nell&#8217;amministrazione di WordPress. Specificando l&#8217;URL canonico per ogni contenuto, sar\u00e0 possibile controllare l&#8217;URL preferito direttamente da WordPress.<\/li>\n<li>Il <a href=\"https:\/\/wordpress.org\/plugins\/wp-graphql\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">plugin WPGraphQL<\/a> crea un endpoint GraphQL per il sito WordPress, consentendo all&#8217;applicazione front-end (costruita con framework come Gatsby o Next.js) di interrogare i contenuti di WordPress, compresi i dati SEO forniti da Yoast.<\/li>\n<li>Quindi, utilizzare <a href=\"https:\/\/github.com\/ashhitch\/wp-graphql-yoast-seo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">WPGraphQL Yoast SEO Addon<\/a> per fare da ponte tra Yoast SEO e WPGraphQL e per collegare i campi SEO del primo (compresi gli URL canonici) allo schema del secondo. In questo modo, il front-end headless potr\u00e0 interrogare e utilizzare gli URL canonici impostati in Yoast, assicurando che i tag canonici corretti siano resi nella head delle pagine.<\/li>\n<\/ul>\n<figure id=\"attachment_174689\" aria-describedby=\"caption-attachment-174689\" style=\"width: 900px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-174689 size-full\" src=\"https:\/\/kinsta.com\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/wpgraphql.jpg\" alt=\"wpgraphql\" width=\"900\" height=\"291\"><figcaption id=\"caption-attachment-174689\" class=\"wp-caption-text\">Usare il plugin WPGraphQL per configurare gli URL canonici in un ambiente headless.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Per quanto riguarda l&#8217;implementazione pratica, una volta installati e attivati Yoast e gli addon WPGraphQL necessari, sar\u00e0 possibile gestire i dati SEO del proprio sito direttamente da WordPress.<\/p>\n<p>Durante la configurazione dell&#8217;applicazione front-end, interrogheremo questi dati SEO, compresi gli URL canonici, attraverso WPGraphQL e li renderemo in modo appropriato nella head delle pagine. Questo assicura che i motori di ricerca riconoscano e indicizzino correttamente gli URL canonici, anche in un&#8217;architettura disaccoppiata.<\/p>\n<h2>Ottimizzare i meta tag in un ambiente WordPress headless<\/h2>\n<p>L&#8217;ottimizzazione dei meta tag in un ambiente WordPress headless, in particolare quando si utilizza una tecnologia front-end come <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/installare-react\/\">React<\/a>, \u00e8 essenziale per migliorare le prestazioni SEO del sito. I meta tag svolgono un ruolo importante nel modo in cui i motori di ricerca comprendono e visualizzano le pagine web nei risultati di ricerca. Aiutano a definire il titolo, la descrizione, le parole chiave e altre informazioni importanti sulle pagine che i motori di ricerca utilizzano per indicizzare e classificare efficacemente i contenuti.<\/p>\n<p>I <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/tag-di-wordpress\/\">meta tag<\/a> sono importanti perch\u00e9 servono a riassumere il contenuto di una pagina web, influenzando la visualizzazione del sito nei risultati dei motori di ricerca e la percentuale di clic. Il tag title, ad esempio, viene visualizzato come titolo cliccabile nei risultati di ricerca e pu\u00f2 fare un&#8217;enorme differenza in termini di SEO e coinvolgimento degli utenti.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, le <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/meta-description-wordpress\/\">meta-descrizioni<\/a> forniscono una breve panoramica del contenuto della pagina sotto il titolo nei risultati di ricerca, incoraggiando ulteriormente gli utenti a cliccare sul sito.<\/p>\n<h3>Usare React Helmet per i meta tag<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/www.npmjs.com\/package\/react-helmet\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">React Helmet<\/a> \u00e8 un componente React riutilizzabile che gestisce le modifiche all&#8217;intestazione del documento, permettendo di modificare facilmente i meta tag, i titoli delle pagine e altri elementi dell&#8217;intestazione in modo dinamico. \u00c8 particolarmente utile per i siti WordPress headless.<\/p>\n<p>Per iniziare a utilizzare React Helmet, basta installarlo nel progetto utilizzando npm o yarn:<\/p>\n<pre><code class=\"bash\">npm install react-helmet\n\n# or\n\nyarn add react-helmet<\/code><\/pre>\n<p>Dopo l&#8217;installazione, si pi\u00f2 importare React Helmet nei componenti e usarlo per impostare vari meta tag. Ad esempio, per impostare i titoli delle pagine e le meta-descrizioni, possiamo fare qualcosa di simile:<\/p>\n<pre><code class=\"language-js\">import { Helmet } from 'react-helmet';\n\nfunction MyPage() {\n\nreturn (\n\n&lt;&gt;\n\n&lt;Helmet&gt;\n\n&lt;title&gt;My Page Title&lt;\/title&gt;\n\n&lt;meta name=\"description\" content=\"A concise description of my web page.\" \/&gt;\n\n&lt;\/Helmet&gt;\n\n{\/* Rest of your component *\/}\n\n&lt;\/&gt;\n\n);\n\n}<\/code><\/pre>\n<p>React Helmet supporta anche i dati dinamici, permettendo di impostare i meta tag in base ai prop o allo stato dell&#8217;applicazione React. Questa flessibilit\u00e0 \u00e8 fondamentale per adattare dinamicamente i metadati SEO a pagine e tipi di contenuto specifici.<\/p>\n<p>Altri elementi importanti che possiamo gestire sono i dati strutturati (utilizzando <a href=\"https:\/\/json-ld.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">JSON-LD<\/a> per i rich snippet), i tag <a href=\"https:\/\/ogp.me\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Open Graph<\/a> per la condivisione sui social media e persino gli elementi per migliorare l&#8217;accessibilit\u00e0<\/p>\n<h2>Ottimizzare il markup schema<\/h2>\n<p>L&#8217;ottimizzazione del markup schema \u00e8 un altro fattore importante per migliorare la SEO di un sito WordPress, sia in una configurazione tradizionale che in un ambiente headless.<\/p>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/schema-markup-wordpress\/\">markup Schema<\/a>, un tipo di microdati, arricchisce i risultati del sito sui motori di ricerca consentendo di inserire i rich snippet &#8211; che includono informazioni dettagliate come le valutazioni in stelle, i prezzi dei prodotti e altro &#8211; direttamente nei risultati di ricerca. Questo pu\u00f2 migliorare di molto la visibilit\u00e0 e le percentuali di clic.<\/p>\n<p>In una configurazione tradizionale di WordPress, il markup schema viene spesso gestito attraverso <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/migliori-plugin-seo-per-wordpress\/\">plugin SEO<\/a> come Yoast SEO, che semplifica l&#8217;aggiunta e la personalizzazione dei tipi di schema direttamente nella bacheca di WordPress. Questi plugin generano automaticamente gli snippet di codice necessari in base al contenuto delle pagine o dei post. In questo modo l&#8217;aggiunta \u00e8 facilissima, senza dover toccare una sola riga di codice.<\/p>\n<p>Ma in un ambiente WordPress headless, la gestione del markup schema diventa un po&#8217; pi\u00f9 manuale. In pratica stiamo lavorando con un&#8217;applicazione front-end separata (come un sito costruito con React), il che significa che dovremo integrare manualmente il markup schema nei nostri contenuti man mano che sviluppiamo il sito. Questo potrebbe comportare l&#8217;iniezione dinamica del markup schema nel vostro HTML utilizzando JavaScript o sfruttando strumenti SEO front-end.<\/p>\n<p>Per i siti WordPress headless, potremmo utilizzare strumenti come React Helmet per gestire la head delle pagine web, compresa l&#8217;aggiunta di markup schema. Come abbiamo gi\u00e0 detto, React Helmet permette di impostare dinamicamente meta tag, titoli e, cosa fondamentale, dati strutturati in formato JSON-LD direttamente all&#8217;interno dei componenti React.<\/p>\n<p>Ecco un approccio semplificato alla gestione del markup schema in ambienti headless:<\/p>\n<h3>1. Usare le librerie lato client<\/h3>\n<p>Una libreria lato client come React Helmet pu\u00f2 essere molto utile per inserire manualmente il markup schema nelle pagine. Si tratta di creare snippet di dati strutturati JSON-LD e di inserirli nell&#8217;head delle pagine utilizzando React Helmet.<\/p>\n<h3>2. Creare script<\/h3>\n<p>Per creare manualmente degli script JSON-LD, iniziamo definendo la struttura dei contenuti in un formato JSON comprensibile a Google e agli altri motori di ricerca. Ci\u00f2 comporta la specificazione di tipi come <strong>Articolo<\/strong>, <strong>Persona<\/strong> o <strong>Evento<\/strong> e delle loro propriet\u00e0 secondo le linee guida di <a href=\"https:\/\/schema.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Schema.org<\/a>.<\/p>\n<h3>3. Usare gli strumenti disponibili<\/h3>\n<p>Possiamo quindi incorporare questi script nell&#8217;HTML delle pagine, in genere nella sezione head, utilizzando tecniche di rendering lato server. Strumenti come <a href=\"https:\/\/www.google.com\/webmasters\/markup-helper\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Structured Data Markup Helper di Google<\/a> possono aiutarci a generare la corretta sintassi JSON-LD.<\/p>\n<figure id=\"attachment_174690\" aria-describedby=\"caption-attachment-174690\" style=\"width: 900px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-174690\" src=\"https:\/\/kinsta.com\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/google-structured-data.jpg\" alt=\"google structured data\" width=\"900\" height=\"405\"><figcaption id=\"caption-attachment-174690\" class=\"wp-caption-text\">Google Structured Data Markup Helper<\/figcaption><\/figure>\n<h2>Pensare all&#8217;ottimizzazione per la ricerca vocale<\/h2>\n<p>L&#8217;ottimizzazione per la ricerca vocale nel contesto di una configurazione WordPress headless implica un approccio strategico che coniuga le migliori pratiche SEO con le sfumature tecniche dell&#8217;architettura headless. Ecco come ottimizzare in modo efficace la ricerca vocale in un ambiente WordPress headless, assicurandoci che i nostri contenuti si classifichino bene per le ricerche effettuate con l&#8217;input vocale<\/p>\n<h3>1. Lasciare che siano i dati strutturati a fare il lavoro per noi<\/h3>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 parlato a lungo del &#8220;come&#8221;, ma l&#8217;implementazione dei dati strutturati (markup schema) \u00e8 necessaria per ottimizzare correttamente un sito headless.<\/p>\n<p>I dati strutturati aiutano i motori di ricerca a comprendere il contesto e il contenuto del sito, rendendo pi\u00f9 facile la visualizzazione delle informazioni in risposta alle query vocali. In una configurazione headless, potrebbe essere necessario inserire manualmente il markup schema nei componenti React (come abbiamo gi\u00e0 detto), <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/vue-js\/\">Vue<\/a> o <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/installare-angular\/\">Angular<\/a>, a seconda del tipo di front-end utilizzato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_174691\" aria-describedby=\"caption-attachment-174691\" style=\"width: 900px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-174691 size-full\" src=\"https:\/\/kinsta.com\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/angular.jpg\" alt=\"Angular \u00e8 un'altra opzione per andare headless con WordPress\" width=\"900\" height=\"414\"><figcaption id=\"caption-attachment-174691\" class=\"wp-caption-text\">Angular<\/figcaption><\/figure>\n<h3>2. Concentrarsi su contenuti conversazionali e parole chiave<\/h3>\n<p>Essendo vocali, le query di ricerca vocale tendono a imitare i modelli del parlato e a usare un linguaggio colloquiale. Inoltre, sono solitamente pi\u00f9 lunghe rispetto alle ricerche testuali. Quando creiamo i contenuti del sito, dovremmo cercare di puntare a un linguaggio naturale che corrisponda al modo in cui le persone parlano. Ci\u00f2 significa porre maggiore enfasi sulle parole chiave a coda lunga e sulle query basate su domande comuni nelle ricerche vocali.<\/p>\n<h3>3. Migliorare la SEO locale per le ricerche &#8220;nelle vicinanze&#8221;<\/h3>\n<p>Spesso, quando le persone utilizzano la ricerca vocale, lo fanno per trovare qualcosa di locale, ad esempio per cercare aziende o servizi nelle vicinanze. Per ottimizzare il sito WordPress headless per queste ricerche, assicuriamoci che il contenuto del sito includa parole chiave e frasi locali. Manteniamo la pagina <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/google-my-business\/\">Google My Business<\/a> aggiornata e incorporiamo i dati strutturati locali per migliorare la visibilit\u00e0 delle query di ricerca vocale locali.<\/p>\n<h3>4. Creare pagine e sezioni FAQ<\/h3>\n<p>Gli utenti della ricerca vocale spesso cercano risposte rapide a domande specifiche. Creare pagine o sezioni di FAQ con risposte concise alle domande pi\u00f9 comuni permette di andare incontro a queste persone.<\/p>\n<p>Prendiamo ad esempio in considerazione la possibilit\u00e0 di creare <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/plugin-wordpress-faq\/\">sezioni di FAQ<\/a> dinamiche che attingono i contenuti da WordPress tramite API e li visualizzano sul front-end in un formato facilmente accessibile. Strutturando queste FAQ con titoli e dati strutturati adeguati, possiamo migliorare ulteriormente la loro reperibilit\u00e0 nei risultati della ricerca vocale.<\/p>\n<h3>5. Utilizzare al meglio i rich snippet e i featured snippet<\/h3>\n<p>Cerchiamo di strutturare i contenuti in modo da renderli idonei ai rich snippet e ai <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/snippet-primo-piano\/\">featured snippet<\/a>, che vengono visualizzati in modo evidente nei risultati di ricerca.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 implica una strutturazione chiara dei contenuti e l&#8217;utilizzo del markup schema per evidenziare le informazioni chiave. In un ambiente WordPress headless, assicuriamoci che l&#8217;API dei contenuti fornisca contenuti strutturati in modo tale che le applicazioni front-end possano utilizzarli per generare formati adatti agli snippet.<\/p>\n<h2>Creare tassonomie ben studiate<\/h2>\n<p>Creare tassonomie ben studiate in un ambiente WordPress headless significa organizzare i contenuti in modo strutturato e intuitivo, a beneficio sia dei visitatori del sito che dei motori di ricerca.<\/p>\n<p>Per creare tassonomie efficaci che funzionino per i siti headless, possiamo:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Analizzare il nostro pubblico e i nostri contenuti<\/strong>: iniziamo ad analizzare i nostri contenuti per identificare i temi principali e capire cosa cerca il nostro pubblico. Questa conoscenza guider\u00e0 la creazione di categorie e tag pertinenti.<\/li>\n<li><strong>Sviluppare le categorie<\/strong>: le categorie devono rappresentare gli argomenti generali trattati nel sito. Forniscono una struttura gerarchica per organizzare i contenuti in temi principali. Assicuriamoci che le categorie siano distinte e che coprano la gamma dei nostri contenuti senza sovrapporsi troppo.<\/li>\n<li><strong>Usare i tag per i dettagli<\/strong>: i tag offrono un livello di dettaglio granulare, permettendoci di contrassegnare aspetti specifici dei contenuti. Possono aiutare le persone e i motori di ricerca a trovare contenuti su argomenti pi\u00f9 specifici all&#8217;interno delle categorie pi\u00f9 ampie.<\/li>\n<li><strong>Semplificare e ottimizzare la navigazione<\/strong>: la tassonomia dovrebbe migliorare la <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/navigazione-siti-web\/\">navigazione del sito<\/a>, rendendo pi\u00f9 facile per gli utenti trovare i contenuti. \u00c8 bene incorporare parole chiave SEO-friendly nelle categorie e nei tag per aumentare la visibilit\u00e0 del sito.<\/li>\n<li><strong>Mantenere la chiarezza ed evitare le duplicazioni<\/strong>: assicuriamoci che ogni categoria e tag sia unica per evitare di confondere gli utenti e diluire gli sforzi SEO. Controlli regolari possono aiutare a perfezionare la tassonomia, unendo o eliminando le categorie o i tag ridondanti.<\/li>\n<li><strong>Integrare le tassonomie in headless<\/strong>: in un sito WordPress headless, la tassonomia va implementata correttamente in modo che le categorie e i tag siano accessibili attraverso l&#8217;API e possano essere utilizzati dinamicamente dall&#8217;applicazione front-end.<\/li>\n<li><strong>Revisione e aggiornamento regolari<\/strong>: man mano che il sito cresce, la tassonomia va rivista periodicamente per assicurarsi che rifletta ancora accuratamente i contenuti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>A volte \u00e8 utile concettualizzare come potrebbe apparire nella vita reale. Ecco un rapido esempio: immaginiamo un blog di cucina che presenta una serie di ricette. Ecco come potrebbe apparire una tassonomia ben organizzata:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Categorie<\/strong>: argomenti di ampio respiro che rappresentano le colonne portanti del blog, come la cucina (italiana, messicana, giapponese), il tipo di pasto (colazione, pranzo, cena, spuntini) e le diete speciali (vegana, senza glutine, keto).<\/li>\n<li><strong>Tag<\/strong>: descrittori pi\u00f9 specifici che possono attraversare le categorie, come &#8220;Pasti veloci&#8221; (per le ricette sotto i 30 minuti), &#8220;Vacanze&#8221; (per le ricette di Natale e del Ringraziamento) o tag basati sugli ingredienti come &#8220;Pollo&#8221;, &#8220;Pasta&#8221; o &#8220;Avocado&#8221;<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questa struttura permette ai visitatori di navigare rapidamente verso il tipo di ricette a cui sono interessati, sia che stiano cercando un&#8217;idea per una colazione veloce, un dessert vegano o un piatto tradizionale italiano. Inoltre, aiuta i motori di ricerca a comprendere il contenuto del blog, migliorando la visibilit\u00e0 del sito nei risultati di ricerca per quegli argomenti specifici.<\/p>\n<h2>Metriche di performance da tenere sotto controllo<\/h2>\n<p>Quando si gestisce un sito web basato su un CMS headless, \u00e8 fondamentale analizzare le metriche delle prestazioni. Stiamo lavorando con una configurazione che separa la visualizzazione del front-end dalla gestione dei contenuti del back-end, il che lascia molte opportunit\u00e0 per potenziali rallentamenti. Per questo motivo, capire come funziona il sito \u00e8 fondamentale.<\/p>\n<p>Dovremo prestare attenzione alle metriche di performance tradizionali come Core Web Vitals e il tempo di caricamento del sito per garantire le migliori prestazioni SEO possibili.<\/p>\n<h3>Core Web Vitals<\/h3>\n<p>Parlando di prestazioni del sito, saremmo negligenti se non menzionassimo i <a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/core-web-vitals\/\">Core Web Vitals<\/a>. Sono il modo in cui Google quantifica l&#8217;esperienza dell&#8217;utente sul vostro sito, concentrandosi su tre aree principali. Ecco un breve riepilogo di cosa comportano:<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/largest-contentful-paint\/\"><strong>Largest Contentful Paint<\/strong><\/a> <strong>(LCP)<\/strong>: misura la velocit\u00e0 di caricamento del contenuto principale di una pagina. Pi\u00f9 veloce \u00e8, meglio \u00e8, perch\u00e9 significa che le persone raggiungono i contenuti senza girarsi i pollici nell&#8217;attesa che carichi.<\/li>\n<li><strong>First Input Delay (FID)<\/strong>: si tratta di una questione di reattivit\u00e0. Dopo che la pagina si \u00e8 caricata, quanto velocemente \u00e8 in grado di rispondere alle interazioni degli utenti? Se i visitatori si ritrovano a cliccare senza avere una reazione immediata, la frustrazione pu\u00f2 farsi sentire.<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/cumulative-layout-shift\/\"><strong>Cumulative Layout Shift<\/strong><\/a> <strong>(CLS)<\/strong>: vi \u00e8 mai capitato che un testo o un pulsante si spostasse proprio mentre stavate per cliccarlo? Ecco cosa misura il CLS. La stabilit\u00e0 \u00e8 fondamentale in questo caso. Le persone non devono avere la sensazione di cliccare su un bersaglio in movimento.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Lavorare su queste metriche pu\u00f2 portare a una migliore esperienza dell&#8217;utente, che Google premia con posizioni nelle classifiche di ricerca potenzialmente pi\u00f9 alte.<\/p>\n<h3>Minimizzazione di JavaScript e caricamento asincrono<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/kinsta.com\/it\/blog\/minimizzare-javascript\/\">Ridurre al minimo il codice JavaScript<\/a> e utilizzare il caricamento asincrono degli script pu\u00f2 ridurre il tempo di caricamento del sito. Riducendo il codice all&#8217;essenziale e permettendo agli script di essere eseguiti simultaneamente senza bloccare il caricamento della pagina, stiamo essenzialmente snellendo le operazioni di backend per garantire migliori prestazioni sul frontend.<\/p>\n<p>Prendersi il tempo necessario per perfezionare le metriche delle prestazioni in un ambiente CMS headless non significa solo spuntare caselle per Google. Si tratta di creare un&#8217;esperienza coinvolgente e senza soluzione di continuit\u00e0 per i visitatori del sito e di assicurarsi che i motori di ricerca possano trovare e favorire i nostri contenuti. \u00c8 un gioco di equilibri tra l&#8217;ottimizzazione tecnica e il design incentrato sull&#8217;utente, e se lo si fa nel modo giusto \u00e8 possibile far risaltare nostro sito, pur godendo della flessibilit\u00e0 offerta dall&#8217;headless.<\/p>\n<h2>Riepilogo<\/h2>\n<p>Ottimizzare la SEO con WordPress headless non \u00e8 cos\u00ec scoraggiante come sembra. In questo articolo abbiamo svelato l&#8217;essenziale, mostrando come rendere il vostro sito non solo visibile ma anche coinvolgente sia per i motori di ricerca che per le persone reali.<\/p>\n<p>Dal garantire che il vostro sito sia facile da scansionare per i motori di ricerca, alla modifica dei meta tag e all&#8217;assicurazione che il sito funzioni bene con la ricerca vocale, abbiamo toccato un po&#8217; di tutto. E se volete migliorare davvero le prestazioni del vostro sito WordPress headless, il nostro <a href=\"https:\/\/sevalla.com\/static-site-hosting\/\">Hosting di Siti Statici<\/a> potrebbe essere il prossimo passo da compiere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Optare per un sito WordPress headless rispetto a un&#8217;architettura tradizionale cambia notevolmente le carte in tavola in termini di SEO. 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