Laura Sacco è Support Engineer presso Yoast e Global Translator Editor nella Community Italiana di WordPress.org, oltre che WordPress Meetup Organizer e WordCamp Organizer e Speaker. Laura fa anche parte dello staff che sta organizzando il prossimo WordCamp Europe 2019, che si terrà a Berlino dal 20 al 22 giugno prossimo. Il suo sito è mentoredigitale.it.

1. Qual è il tuo background e cosa ti ha fatto avvicinare a WordPress?

Nasco come educatrice professionale, poi laureata in Sociologia con tesi in “Sociologia dell’organizzazione” ed ho lavorato per 30 anni nel campo del sociale. Dopo una pausa familiare durata 5 anni, nel 2005 sono diventata supervisore educativo e sono rientrata nel mondo della cooperazione sociale. Ho partecipato ad un progetto di fund raising occupandomi di comunicazione d’impresa, compresa la costruzione di siti. Sono entrata così nel mondo della comunicazione digitale, dei social media e dei blog. A quel punto, ho iniziate a sperimentare il nuovo mondo dell’Internet 2.0 ed ho aperto il mio primo blog su WordPress.com: era il 2008, e il web e i blog erano in forte sviluppo. Nel 2009 ho aperto il primo blog aziendale basato su WordPress.

Con l’esperienza, complice una crisi aziendale, nel 2015, dopo una attenta valutazione delle mie competenze in ambito web, ho deciso di mettermi in proprio e di propormi come consulente aziendale. Sapevo che, come libera professionista, sarebbe stata fondamentale la creazione di un network e così ho cominciato a frequentare lo spazio di coworking Toolbox di Torino. Qui, per caso, mi sono imbattuta nel neonato WordPress Meetup di Torino: era il Settembre del 2015 e da quel momento non ho più lasciato la community di WordPress.

Partecipare ai lavori e alla vita della Community è il mio modo di restituire al progetto Open Source di WordPress parte di quanto WP fa per noi. Intendo dire, se tutti possono usare gratuitamente un prodotto affidabile, molto ben sviluppato e in continuo miglioramento è perché ci sono nel mondo migliaia di persone che offrono la loro attività gratuitamente per questo. Donare un po’ del proprio tempo e della propria professionalità significa sia contribuire a rendere sempre più forte e sicuro WordPress, sia riconoscerne il valore.
Lavorare con gli strumenti digitali e con internet mi diverte e mi fa crescere dal punto di vista professionale. Inoltre mi gratifica, perché mi permette di aiutare le persone, e le donne in particolare, ad imparare ad utilizzare gli strumenti web e ad essere sempre più integrate in un mondo inevitabilmente sempre più connesso.
Molte donne hanno grandi professionalità, ma spesso non sanno come spenderle. Inoltre, il livello dei corsi spesso è troppo avanzato e questo scoraggia dall’utilizzo degli strumenti digitali. La mia idea è sempre stata quella di fornire consulenza individuale, ma non come insegnante, piuttosto come guida. La mia vocazione è quella di essere una mentore digitale.

2. Qual è il tuo ruolo nella Community di WordPress?

Ho mosso i miei primi passi nella community entrando nel team Polyglots, che è uno strumento fondamentale per la democratizzazione del Web. Tutti possono tradurre, basta avere un account su WordPress.org. Il gruppo è organizzato su più livelli, ogni stringa tradotta deve essere approvata dai Translator Editor. Questi vengono nominati dai Global Translator Editor (GTE), che sono gli unici che possono approvare le stringhe del Core. In Italia al momento sono attivi 5 GTE, ed io sono una di loro. Al momento coordino con i miei colleghi GTE il team dei Polyglot italiani e animiamo la community, che oggi conta oltre 1500 contributor.

3. Quando hai cominciato a lavorare con Yoast?

Alla fine del 2017 la mia amica Alice, content writer per WP Rocket e Global Translator Editor per l’Italia, mi disse che una grande web company americana cercava un profilo simile al mio. Non stavo cercando lavoro, ma perché non provarci? Colsi l’occasione e presentai la mia candidatura in questa e in altre 2 altre aziende che stavano assumendo personale. Non venni selezionata da nessuna di queste, ma avevo comunque ottenuto un risultato fondamentale: avevo sbloccato le mie aspettative e avevo superato la mia paura di parlare in inglese. Così, a gennaio 2018, quando vidi che Yoast aveva aperto le selezioni per il servizio di supporto da remoto, buttai il cuore oltre l’ostacolo e sottoposi la mia candidatura. L’inizio della fiaba è che da marzo lavoro per Yoast come Support Engineer.

4. Cosa rappresenta per te una realtà internazionale come Yoast?

Yoast per me non è solo un’azienda di livello internazionale, ma è una realtà ad alto impatto sociale che ha fatto suoi gli stessi valori che sono alla base della filosofia di WordPress: l’accessibilità e la democratizzazione del web. Per me è molto importante credere nei valori dell’organizzazione per cui lavoro. Io mi identifico pienamente nella vision aziendale. In fondo, quando ho scelto di mandare la mia candidatura, ho scelto Yoast perché i loro valori sono i miei valori.

5. Quali sono le caratteristiche di un buon servizio di supporto?

Le conoscenze tecniche con il tempo si acquisiscono, ma per fornire un buon servizio di supporto c’è bisogno di un’attitudine all’aiuto. Taco Verdonschot, Community manager e Support Lead a Yoast, dice “il supporto non è una competenza tecnica, il supporto è un’attitudine”. Ti serve la capacità di entrare in empatia, creare una relazione, avere grande rispetto per chi è davanti a te e chiede aiuto. Devi avere il forte desiderio di essere davvero di aiuto.

6. Sei nello Sponsors Team del WordCamp Europe 2019. Qual è, secondo te, il legame tra aziende e Community e cosa può attendersi un’azienda dalla sponsorizzazione di un WordCamp?

Un WordCamp non è solo una conferenza su temi professionali: è molto di più. È un luogo di confronto e di condivisione delle idee, di networking. È un luogo pieno di energia positiva. È la festa della Community locale che organizza quel dato WordCamp. L’ambiente è molto informale, accogliente, rispettoso delle diversità. Ai WordCamp incontri le persone, persone vere, autentiche, perché lì non c’è niente da scambiare o da mostrare per fare bella figura o carriera. E questo crea una magia difficile da raccontare a chi non ha mai partecipato. Tutta l’organizzazione è sempre portata avanti da volontari gratuitamente, e il prezzo del biglietto è sempre tenuto basso perché l’aspetto economico non diventi un ostacolo alla partecipazione. Ma, ovviamente ci sono molte spese da sostenere per realizzare un WordCamp. E qui arriviamo al ruolo degli sponsor, che sono fondamentali: sono gli eroi che permettono che la magia si realizzi. Quindi, in primo luogo, sponsorizzare un WordCamp significa sostenere la Community e la filosofia dell’Open Source. Poi, ovviamente, c’è l’aspetto commerciale: sponsorizzare un WordCamp dà molta visibilità alle imprese e permette loro di farsi conoscere e di presentare i propri prodotti/servizi a potenziali clienti, o di incontrare potenziali collaboratori da inserire in azienda.

7. Chi dovremmo intervistare dopo di te e perché?

Pascal Casier, membro attivissimo della Community, sviluppatore di professione e Core Contributor. E poi Francesco di Candia, Community Deputy di WordPress.org


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