Il content marketing è una parola chiave nel marketing digitale e per una buona ragione.

Una importante ragione della sua popolarità riguarda la sua efficacia nell’indirizzare il traffico e la sua capacità di stabilire l’esperienza di una persona in un certo settore aziendale attraverso la divulgazione. Consente agli editori di instaurare un rapporto di fiducia attraverso azioni volte a fornire informazioni gratuitamente, il che può portarli alla canalizzazione lungo l’imbuto delle vendita fino all’acquisto, anche se i vostri contenuti non promuovono esplicitamente nulla.

Questo tipo di marketing implicito è importante perché i millennial (e i Gen Z), che costituiscono la maggioranza degli acquirenti di oggi, hanno dimostrato di essere avversi agli annunci pubblicitari.

Se volete immergervi nel content marketing e nel potenziale del vostro sito, questa guida è tutto ciò di cui avete bisogno. Iniziamo!

Cosa È il Content Marketing?

Il content marketing è la creazione di contenuti rilevanti, divertenti, avvincenti e preziosi. Il content marketing richiede una pubblicazione coerente e può cambiare il comportamento dei clienti.

Il content marketing non implica la vendita diretta, ma può aiutare ad acquisire e fidelizzare i clienti. Affinché funzioni, il contenuto deve essere accattivante (o ispirare una reazione da parte dei clienti) perché, in caso contrario, non ha alcun valore di marketing.

Il traffico dei siti web era l’unità di riferimento per misurare l’efficacia del marketing dei contenuti, ma non racconta la dice tutta sulle prestazioni: misurare il coinvolgimento che genera conversioni richiede un maggiore approfondimento.

Un ottimo esempio di questo lo possiamo trovare nel blog di Kinsta, con l’articolo sui page builder di WordPress. Sebbene questo contenuto non sia direttamente correlato ai servizi di hosting di Kinsta, è stato scritto per coinvolgere gli utenti di WordPress (sui social e nei commenti), attirare nuovi clienti in modo indiretto e, naturalmente, per generare traffico dai motori di ricerca, cosa che non fa mai male.

Esempio di content marketing

Esempio di content marketing

[Molto] Breve Storia del Content Marketing

Si ritiene che il content marketing sia nato nel 1700, quando Benjamin Franklin pubblicò quello che sarebbe diventato l’Almanacco annuale del povero Richard per promuovere la sua attività di stampa.

Quindi, nel 1900, la Guida Michelin [Ristoranti] è stata creata dalla società Michelin. Sembrava una vera disconnessione per un’azienda di pneumatici offrire una guida ai ristoranti, ma i fratelli Michelin hanno utilizzarono questa tattica di content marketing come modo per incoraggiare la gente ad acquistare auto per andare in viaggio (e, dopo, acquistare pneumatici Michelin).

Il termine ‘soap opera‘ nacque con i drammi radiofonici iniziati da P&G negli anni ’30 e si riferiva a prodotti a base di sapone, come Duz.

Se volete scoprire di più su come il content marketing delle origini è diventato il colosso che ora conosciamo, leggete al riguardo la guida e l’infografica del Content Marketing Institute’s.

Storia del Content Marketing

Storia del Content Marketing (origine immagine: Content Marketing Institute)

Statistiche sul Content Marketing che Non Possono Essere Ignorate

Vi potreste chiedere: Perché preoccuparsi del content marketing? C’è una ragione per cui quasi ogni azienda di successo online ha un piano strategico di content marketing. I numeri sono decisamente convincenti per investire in questa strategia di marketing digitale:

In effetti, noi di Kinsta siamo riusciti aumentare il nostro traffico organico (senza pubblicità o social media) del 517% in 13 mesi utilizzando il content marketing e la SEO.

Aumento del traffico organico in 13 mesi

Aumento del traffico organico in 13 mesi

In che Modo le Aziende Utilizzano il Content Marketing

I 3 principali obiettivi del content marketing riguardano:

  • Generazione di lead (59%)
  • Stabilire la leadership d’opinione (43%)
  • Creare/aumentare la brand awareness (40%)
Obiettivi del content marketing

Obiettivi del content marketing (Fonte: B2B Slideshare)

Inoltre, il content marketing può essere utilizzato anche per:

  • Acquisire nuovi clienti e trattenere i vecchi
  • Indirizzare il traffico verso il vostro sito web
  • Aumentare la fedeltà dei clienti
  • Anche Kinsta utilizza il content marketing come mezzo per educare i clienti (blog + Knowledge Base), cosa che a sua volta contribuisce a ridurre i tempi e i ticket di supporto.

Secondo Inc, il content marketing di solito influenza quasi ogni altra strategia online. Ad esempio:

  • Il contenuto integra la vostra strategia SEO fornendo più collegamenti in entrata, aumentando così l’autorità del vostro dominio.
  • Potete riproporre gli articoli per le campagne sui social media e l’email marketing.
  • Può incoraggiare un numero maggiore di registrazioni via email, soprattutto quando offrite contenuti “esclusivi”, come report e white paper.
  • La promozione incrociata del content marketing può aprire le porte alla creazione di relazioni con altri brand.

Il content marketing può anche generare un flusso separato di entrate per un’azienda, ad esempio quando si creano contenuti approfonditi (come ebook) che i clienti possono acquistare. Questo è noto anche come inbound marketing.

Stabilire un Budget per il Content Marketing

Il 75% delle aziende sta aumentando i propri investimenti nel content marketing.

Il marketer di contenuti medio assegna il 28% del proprio budget di marketing al content marketing, mentre i marketer B2B più efficaci allocano il 42%. I migliori content marketer assegnano il 46% del budget totale di marketing.

Prima di assegnare un budget specifico al il content marketing, stabilite innanzitutto se ne avete davvero bisogno (assicuratevi che sia in linea con i vostri obiettivi di marketing e di business) e se ne potrete trarre dei vantaggi.

Sebbene ci sia una ragione per cui è un argomento caldo, alcuni tipi di aziende non ottengono lo stesso ROI dal content marketing di quanto sia possibile per loro con altri canali. Comprendere il ROI delle altre leve è indispensabile per determinare se il content marketing meriti o meno un investimento continuo.

Come è possibile determinare il ROI del content marketing attuale? Un modo semplice è controllare Google Analytics (supponendo che abbia impostato gli obiettivi). Fate clic su Conversioni → Obiettivi → Panoramica. Cercate Sorgente/Mezzo e guardate dove sta classificando al momento “google/organic”, quindi prendete una decisione informata. Nell’esempio che segue, potete vedere che supera il 48%! Che è ottimo.

  1. Se il traffico organico è già il vostro principale mezzo di conversione, allora sapete che il content marketing sta funzionando e forse dovreste attizzare di più fuoco, come si suol dire. Se qualcosa funziona per voi, allora continuate!
  2. Se il traffico organico ha una ruolo molto basso nelle vostre conversioni, allora potreste aver bisogno di capire perché. Forse il vostro contenuto non è indicizzato? Forse i vostri lettori non sono coinvolti? O forse semplicemente non state pubblicando abbastanza contenuti.
ROI dal traffico organico

ROI dal traffico organico

Il Costo del Content Marketing

Sebbene molti pensino al traffico organico come “gratuito” in termini di promozione, la creazione di contenuti è un’altra storia. Ecco alcuni dei costi più frequenti associati al content marketing di cui dovreste essere consapevoli e per i quali dovreste predisporre budget per:

Il Vostro Sito Web

Il design di un sito web è importante perché fornisce il mezzo per visualizzare i vostri contenuti. Potreste avere i migliori contenuti al mondo, ma se i visitatori del vostro sito hanno difficoltà ad utilizzarlo o a leggere i contenuti per problemi estetici o di usabilità, la vostra campagna di content marketing semplicemente non funzionerà. La struttura tecnica del vostro sito web incide sulla SEO, che a sua volta influisce sulle prestazioni delle campagne di content marketing.

Secondo Ross Hudgens, fondatore di Siege Media, aspettatevi di pagare almeno cinque o seimila dollari per un buon sito web. Si può arrivare fino a $20.000. Potete sicuramente creare siti web a un prezzo più economico (come quando personalizzate un tema invece di commissionare un design completamente custom), ma un prezzo basso è spesso indicativo di bassa qualità e forse anche di problemi tecnici SEO!

Date un’occhiata a questo post più approfondito per capire il vero costo di costruzione di un sito Web WordPress.

Articoli del Blog

Gli articoli del blog costituiscono un aspetto importante del content marketing. Sono i principali canalizzatori del traffico, danno un forte contributo alla SEO e possono influenzare il vostro pubblico posizionando il vostro brand come leader del settore.

Come per i siti web, è possibile acquistare pacchetti di articoli di una vasta gamma di prezzi. Alcuni freelance (in particolare quelli dei paesi del terzo mondo in cui il costo della vita è molto basso) offrono articoli di 500-1000 parole per appena $1 ciascuno! Ma è importante rendersi conto che in casi come questi, come nel resto della vita, ottieni ciò che pagate.

Contenuti a basso costo su iWriter

Contenuti a basso costo su iWriter

Quando lavorate con qualcuno che sta cercando di scrivere in una lingua che non è la sua, inevitabilmente, dovrete correggere gli errori di grammatica/ortografia. Inoltre, quando lavorate con un writer economico, non potete aspettarvi che abbia la necessaria conoscenza di SEO. È anche importante ricordare che Google esegue un’analisi di leggibilità dei vostri contenuti per determinare la pertinenza per i vostri utenti. Ecco cosa ha da dire John Mueller, Webmaster Trends Analyst di Google:

Di nuovo, tutto ciò rappresenta il tempo che voi, o qualcuno che finite per pagare, dovrete considerare nel calcolo del costo della creazione di contenuti. Quindi non dover correggere le bozze è importante e cruciale. In questo dettagliato articolo, abbiamo raccolto i nostri 19 migliori consigli sulla correzione delle bozze, non perdetelo.

Per un articolo di blog medio, il costo varia molto. In media, un articolo di 500 parole può costarvi da $150 a $350, ma gli articoli scritti dai migliori writer possono costarvi fino $2.000 per un post di 2000 parole. Quando lavorate con uno dei migliori writer, potrete aspettarvi un prodotto finale che sia ben ponderato, ben studiato e ben scritto: sono necessarie modifiche minime, se proprio necessarie.

E prima di pensare che i post di 500 parole siano sempre sufficienti, ricordate che per ottenere i benefici SEO del content marketing, per raggiungere il successo sono necessarie risorse di notevole lunghezza (come i contenuti cornerstone). Se risparmiate sulle parole (e sul budget), il content marketing potrebbe non funzionare per voi!

Non risparmiate sui costi di creazione dei contenuti, perché otterrete quello che pagate. 👍 Click to Tweet

Ecco alcuni dei posti consigliati dove ottenere contenuti di alta qualità:

Infografiche

Il content marketing non riguarda solo la parola scritta. Un’infografica davvero ben progettata può costare $2000- $3000, mentre un’infografica animata può costare fino a $6000!

Social Media Marketing

Aspettatevi di spendere una cifra compresa tra $1000 e $20.000 al mese per il social media marketing. Questo non comprende sempre il costo degli annunci, che può essere compreso tra $10 e $100 per post (e ancora di più per annunci con obiettivi di livello superiore) utilizzando gli annunci sui social media (come annunci Facebook, annunci Pinterest e annunci LinkedIn).

Fate sì che il vostro fornitore di servizi di social media marketing sia responsabile, richiedendo report analitici su metriche come coinvolgimento e sentiment.

Video

Video di altissima qualità possono costarvi almeno $3.000 al minuto di video, anche se questo è davvero il limite massimo! In verità, il content marketing video è più accessibile di quanto lo sia mai stato prima per le aziende che sono disposte a provarlo. Non sono necessari costosi strumenti di produzione o sofisticati software di editing: tutto ciò di cui avete veramente bisogno è una fotocamera e un’app come iMovie!

È interessante notare che, secondo il rapporto SOCE del 2017, i marketer di solito sopravvalutano i costi del content marketing. Ad esempio, secondo il rapporto, i singoli video di marketing dovrebbero costare $1.208, quando in realtà (in media) produrli costa la metà ($631).

Promozione dei Contenuti

Siege Media consiglia 16 ore di promozione dei contenuti al mese, suggerendo che dovreste aspettarvi di pagare uno specialista di content marketing da $75 a $85 l’ora. Ciò si traduce in circa $1.250-$1.500 di spesa al mese in aggiunta al costo della scrittura per far sì che il contenuto che vi è costato tanto lavoro raggiunga il pubblico giusto.

Di recente abbiamo pubblicato un lungo articolo sui benchmark PHP e creato un’intera scheda di Trello solo per lavorare sulla condivisione (dopo che il post è stato pubblicato). La promozione dei vostri contenuti può essere altrettanto importante, se non più importante, della creazione. Non vi servirà se nessuno lo vede!

Contatti e promozione

Contatti e promozione

Notate che ci sono anche una serie di costi nascosti associati al content marketing, come il tempo che dovrete dedicare alla ricerca sulla concorrenza, al controllo dei contenuti, alla gestione dei progetti e alla progettazione.

La conclusione?

Queste cifre servono solo come guida dei vostri sforzi per investire nel content marketing.

Non esiste uno standard del settore.

Aziende di diverso tipo (e dimensioni) avranno budget notevolmente diversi, soprattutto quando si confronta una piccola impresa con una società Fortune 500.

Altri Suggerimenti sul Content Marketing

Pronti per le buone notizie? Non tutti i contenuti devono essere unici/freschi per raggiungere gli obiettivi aziendali!

Come regola generale, il contenuto è creato al 65% (coinvolgendo un mix di personale interno o esterno ad agenzie o freelance/collaboratori), curato al 25% e controllato al 10%. Oltre il 50% dei marketer che curano i contenuti afferma che ha aumentato la visibilità del brand, la leadership d’opinione, la SEO, il traffico web e il coinvolgimento degli acquirenti.

I primi 5 dipartimenti responsabili della creazione di contenuti sono marketing aziendale (53%), marketing di prodotto (39%), esperti in materia (36%), PR/comunicazioni (32%) e creazione di contenuti in outsourcing con un’agenzia o un consulente esterno (30%). i marketer esternalizzano il 18% dei loro contenuti, ma i migliori esternalizzano il 24% dei contenuti, per tenere il passo con le richieste in modo tempestivo. Il contenuto rimanente viene creato internamente, curato o controllato.

Le prime 5 serie di competenze mancanti nei team di content marketing di oggi riguardano creazione di contenuti, leadership/strategia dei contenuti, promozione dei contenuti, gestione/misurazione delle prestazioni e esperienza in materia.

Le due principali attività di content marketing più esternalizzate sono la scrittura (44%) e il design (41%).

Lunghezza e Frequenza di Pubblicazione

Quanto tempo occorre ai contenuti per essere efficaci? In media, il 18% degli articoli di blog aziendali sono lunghi almeno 750 parole.

Il contenuto in formato lungo è stato normalmente ritenuto più efficace, dato che in media supera del 40,54% il contenuto in formato breve. Su questo si noti che:

  • Un numero 6 volte maggiore di blogger scrive post con oltre 2000 parole rispetto al 2014.
  • Il 12% in meno di blogger scrive post di 500 parole o meno rispetto al 2015.

CoSchedule ha estratto gli articoli di blog più performanti ed ecco cosa ha scoperto in relazione alla lunghezza dei contenuti. Come potete vedere, non è possibile trovare contenuti in forma abbreviata.

Articoli di blog dalle migliori prestazioni

Articoli di blog dalle migliori prestazioni (origine immagine: CoSchedule)

La lunghezza effettiva dipende da quali sono i vostri obiettivi. Se è per:

  • Ottenere commenti sul blog: 275 parole vanno bene.
  • Ottenere condivisioni sui social: 600-1500 parole è il vostro obiettivo.
  • Posizionarvi su Google: puntate a 2500 parole.

Suggerimento: abbiamo scoperto che quanto detto sopra è vero per il nostro sito ed è per questo che, qui su Kinsta, raramente pubblichiamo qualcosa che sia meno di 2000 parole. I post più lunghi si posizionano semplicemente più in alto e aumentano anche il tempo di permanenza dei clienti sul sito (una miura importante del coinvolgimento!).

E per quanto riguarda la frequenza, continuate a testare e controllate i vostri dati per vedere cosa preferiscono i vostri visitatori. Le aziende che hanno pubblicato oltre 16 post al mese hanno registrato un traffico 4 volte maggiore rispetto a quelle che hanno pubblicato da 0 a 4 volte. Se questo può sembrare un’impresa impossibile per il vostro attuale team, considerate quanto detto sopra in merito al modo in cui i principali content marketer esternalizzano maggiormente le attività di creazione dei contenuti rispetto ai loro colleghi.

Ecco due plugin di WordPress che possono aiutarvi nel caos del content marketing e semplificarvi la vita:

1. CoSchedule

CoSchedule è davvero il sogno di un content marketer.

Mentre stendete i vostri contenuti, non è raro avere l’ispirazione per articoli che sapete che diventeranno virali nei social media. Con CoSchedule, potete documentare quelle onde cerebrali di social marketing senza dover interrompere il flusso di scrittura dei vostri articoli. Il plugin posiziona convenientemente una casella sotto l’editor dei post che potete utilizzare per scrivere e pianificare la condivisione sui social media per quel particolare articolo.

Il plugin WordPress CoSchedule

Il plugin WordPress CoSchedule

La pianificazione dei post sui social media non è una novità (in particolare con strumenti hot come Buffer e HootSuite in circolazione), ma la cosa interessante di CoSchedule è che potete pianificare i post in relazione al momento della pubblicazione dell’articolo.

Ad esempio, potreste inviare un particolare tweet o un post di Facebook 48 ore dopo la pubblicazione. Se differite il tempo di pubblicazione dei vostri post, i post pianificati sui social media si adegueranno automaticamente, liberandovi di una cosa da ricordare.

Con la possibilità aggiuntiva di sincronizzare in un unico posto tutti i profili dei social media su tutte le principali piattaforme, finirete per risparmiare un sacco di tempo.

Se state cercando un controllo ancora maggiore, c’è un calendario drag and drop visuale che combina i vostri articoli del blog programmati e i vostri post sui social media: potete vedere assolutamente tutto ciò che avete programmato in un comodo calendario.

Infine, CoSchedule ha un’ottima interfaccia utente che supporta la comunicazione e la collaborazione in team. Potete assegnare attività, inviare promemoria e persino tenere una conversazione direttamente nella UI nativa.

Con una gamma così ampia di funzionalità in un solo posto, non dovrebbe sorprendere che CoSchedule sia un plugin a pagamento; tuttavia, qualsiasi content marketer serio può sondare le acque con la prova gratuita. CoSchedule è, senza dubbio, uno dei migliori plugin di content marketing e vale tutto il suo prezzo.

2. Editorial Calendar

Non tutti i content marketer avranno un budget per CoSchedule. Quindi potreste anche dare un’occhiata a questa alternativa gratuita, il plugin Editorial Calendar.

Il plugin WordPress Editorial Calendar

Il plugin WordPress Editorial Calendar

Questo plugin manca comprensibilmente di molte degli abbellimenti del plugin CoSchedule, ma se state cercando solo un modo semplice per pianificare i vostri contenuti, allora Editorial Calendar va benissimo.

Come con il plugin precedente, esiste un calendario con drag and drop che consente di visualizzare e modificare facilmente la data e l’ora in cui è prevista la pubblicazione degli articoli. Non c’è, però, nessun post per i social media questa volta.

Se volete cambiare la data di programmazione di un post, tutto ciò che dovete fare è trascinare il post in un altro giorno e inserirlo in un orario personalizzato. Inutile dire che se vi impegnate a fare una pianificazione/riprogrammazione cumulativa, questo plugin vi farà risparmiare un sacco di tempo. Al confronto, andare nell’editor dei post per apportare ogni volta le modifiche manualmente richiede tempo.

Editorial Calendar raggruppa anche tutti i post che devono ancora essere programmati, in modo che possiate inserirne uno nell’intervallo della pianificazione dei contenuti in modo rapido e semplice. È qui che questo plugin è davvero eccellente: il calendario funge da promemoria per pubblicare messaggi non programmati, evitando che scivolino tra le maglie della rete e rimangano nel limbo dei non pubblicati.

Per tutti i content marketer alla ricerca di una soluzione gratuita che li supporti nel tenere il passo con i loro programmi di pubblicazione, questo plugin è un must assoluto.

Popolari Formati di Contenuti

Il content marketing è in continua evoluzione, ma non sarà mai inutile. Il contenuto assume molte forme, non è solo testo.

Alcuni dei formati di content marketing più popolari includono case study, comunicati stampa, ebook, white paper, blog, video, articoli online, webinar, newsletter, contenuti social e infografiche.

La scelta del tipo di formato da adottare dipende dall’intento o dall’uso. Se i marketer dovessero scegliere un formato, sceglierebbero elementi visuali rispetto ai blog (il 41%, in aumento dal 37% del 2016, ed è la prima volta che le immagini hanno superato i blog).

Consiglio per ulteriori letture: Visual Content Strategy: How to Use Visuals to Get More Traffic

Le tre principali azioni di content marketing includono social media (93%), case study (82%) e blog (81%), ma i più efficaci sono i case study (il 78% ha visualizzato case study nel 2017, oltre il 72% nel 2016), white paper ed ebook. Si prevede che altri media, come podcast e video, costituiranno l’80% dei contenuti Internet entro il 2021.

Principali azioni content marketing

Principali azioni content marketing (Fonte: Content Marketing Institute)

Gli acquirenti sono anche più disposti a scambiare informazioni di contatto per webinar (79%), white paper (76%) ed ebook (63%). È meno probabile che condividano le informazioni di contatto per video e podcast (19% ciascuno). In più, i marketer B2B hanno molte più probabilità di utilizzare i blog (75%) rispetto ai marketer B2C (61%). I marketer B2C hanno maggiori probabilità di utilizzare video live (30%) rispetto ai marketer B2B (24%).

Canali di Distribuzione dei Contenuti e Promozione

I canali di distribuzione più comuni sono siti web, blog e siti di social media come Facebook, Twitter e LinkedIn. Per i video, i content marketer possono fare affidamento su Facebook (che ha migliorato le proprie capacità video e si sta concentrando proprio sul video come formato di contenuto preferito), Instagram, YouTube e/o Vimeo.

  • LinkedIn è il canale di social media preferito per condividere contenuti aziendali (84%), ma nel complesso l’email è il canale preferito per condividere tutti i tipi di contenuto (94%).
  • Le prime cinque piattaforme di social media più efficaci per fornire contenuti e coinvolgere il pubblico sono LinkedIn (82%), Twitter (66%), YouTube (64%), Facebook (41%) e SlideShare (38%).
  • I tre principali canali utilizzati dai marketer B2B per promuovere/distribuire contenuti sono Search Engine Marketing (66%), promozioni a stampa o altre promozioni offline (57%) e banner pubblicitari online tradizionali (55%).
  • I metodi di marketing sui social media a pagamento più spesso utilizzati sono Facebook Ads (84%), Google Ads (41%), LinkedIn Ads (18%), Twitter Ads (17%), YouTube Ads (12%) e Articoli di blog sponsorizzati (7% ).
  • Il 23% delle aziende ha trascorso 6-10 ore a settimana sui social media per promuovere i contenuti, mentre il 20% ha trascorso oltre 21 ore.
  • Il 91% dei marketer ha riscontrato che investire almeno sei ore alla settimana nella promozione sui social media aumenta l’esposizione delle imprese; l’81% ha dichiarato di aver aumentato il traffico.

Misurazione del Content Marketing

Le cinque metriche di content marketing maggiormente monitorate dai marketer sono:

  • Traffico web/visite (63%)
  • Visualizzazioni/download (59%)
  • Quantità di lead (42%)
  • Qualità dei lead (39%)
  • Condivisione sui social media (36%)

Ma solo il 30% dei marketer ritiene di essere efficace nel misurare l’impatto del content marketing.

Principali Sfide del Content Marketing

Il Content Marketing Institute ha identificato alcune delle principali sfide che i marketer B2B devono affrontare con riguardo al content marketing:

  • Produrre contenuti coinvolgenti (60%)
  • Misurare l’efficacia dei contenuti (57%)
  • Mantenere la coerenza nella produzione dei contenuti (57%)
  • Misurare il ROI del programma di content marketing (52%)
  • Mancanza di budget (35%)

Inoltre, i marketer hanno anche identificato le loro principali necessità dal punto di vista del content marketing:

  • Identificazione e targeting del pubblico (67%)
  • Analisi (67%)
  • Creazione (60%)
  • Distribuzione (53%)
  • Cura and Aggregazione (43%)

Errori Frequenti nel Content Marketing

Esistono molti modi in cui il content marketing può andare storto: questi esempi rappresentano gli errori più comuni:

1. Mancata Pianificazione o Attuazione di una Strategia di Content Marketing.

Il proverbio dice “se non riesci a pianificare, programma di fallire”. Senza un piano o una strategia in mente, prenderete la creazione dei contenuti così come viene, il che può portarvi al fallimento.

Potreste pensare che le aziende lo abbiano già imparato, ma il 44% dei marketer afferma che le loro aziende non hanno una strategia documentata per gestire i contenuti come risorsa aziendale. Solo il 42% delle organizzazioni ha un dirigente responsabile della strategia di content marketing.

2. Mancata Segmentazione dei Contenuti

Non segmentare i contenuti è come lanciare una rete larga e non catturare nulla. La personalizzazione dei contenuti è importante e, in un certo senso, aiuta a raggiungere l’obiettivo.

Ecco alcuni dei modi in cui i contenuti possono essere segmentati:

  • Categoria di prodotto/servizio (53%)
  • Persona dell’acquirente (40%)
  • Verticale specifico (35%)
  • Fase del ciclo di vendita (32%)
  • Punti deboli (28%)

3. Non Diversificare

Il content marketing è come un investimento: per ottenere il rendimento migliore, è necessario diversificare.

Non tutto il vostro pubblico può essere catturato su un singolo canale. Diversificando, potrete raggiungere quanto più possibile il vostro pubblico e individuare nuove prospettive.

4. Non Promuovere i Contenuti

Ci sono moltissime aziende che passano il tempo a produrre contenuti e poi si chiedono perché non ricevano traffico: questa è spesso la conseguenza della mancata promozione del contenuto.

Chi leggerà i vostri contenuti se nessuno sa che è disponibile un nuovo articolo?

La promozione dei contenuti può essere altrettanto importante, se non più importante, della loro creazione. 💡 Click to Tweet

Dovreste investire almeno la stessa energia nella promozione dei contenuti di quanta ne avete investito nella preparazione. Sì, non è un compito facile!

Inviate email personalizzate agli influencer e chiedete loro di condividerla con i loro follower. Sareste sorpresi da quante persone sono felici di condividere contenuti di ottima qualità! Condividete sui social media e altri siti ad alto traffico. Può dipendere dalla nicchia, ma Reddit e HackerNews sono fantastici e possono letteralmente portare il vostro traffico alle stelle durante la notte se raggiungete la parte superiore della pagina.

5. Non Misurare o Utilizzare i Dati

Installate software di analisi come Google Analytics se il vostro CMS non ne ha uno. Può esservi di grande aiuto nel determinare gli aspetti delle vostre iniziative di content marketing che necessitano di modifiche e miglioramenti. Potete anche andare oltre e utilizzare strumenti come Accuranker per monitorare le classifiche organiche delle parole chiave dei contenuti. La SEO è una parte importante del content marketing.

Lo strumento SEO di Accuranker

Lo strumento SEO di Accuranker

6. Essere Impazienti

Dal momento che il content marketing è una strategia a lungo termine, potrebbe essere necessario un po’ di tempo prima che le aziende vedano dei profitti. Il content marketing funziona come l’interesse composto di una banca, può impiegare circa 6-12 mesi per mostrare risultati importanti e iniziare a creare una reputazione nel settore per la vostra azienda. Concentratevi solo sulla pubblicazione di ottimi contenuti e i rendimenti continueranno ad aumentare.

7. Essere Resistenti ai Cambiamenti

Le strategie di content marketing cambiano frequentemente e, se non state al passo, rimarrete sicuramente indietro. Seguite i leader del settore per essere consapevole delle nuove azioni e delle nuove strategie.

8. Non Investire nel Design

Il contenuto viene sempre prima, ma anche il design è importante in quanto riflette il tempo e lo sforzo che avete speso nel vostro lavoro, il che è un ottimo specchio per i vostri lettori. La gente adora le cose belle, quindi, una volta che avete passato giorni a creare contenuti che spaccano, vale la pena prestare attenzione al design. Dato che il vostro articolo sarà probabilmente molto lungo, non dover sforzare gli occhi durante la lettura è un fattore cruciale.

Offrite alla vostra azienda le migliori possibilità di successo nel content marketing familiarizzando con queste tendenze del 2020:

Il video continuerà a dominare

Il video è stato un grosso problema nel 2019 e continuerà a esserlo anche nel 2020. Secondo Hubspot, i marketer danno la priorità ai contenuti video, con il 48% che prevede di aggiungere video di Youtube e il 46% che prevede di aggiungere video di Facebook alla propria strategia del 2020.

Inoltre, Search Engine Journal ha scoperto che i loro video live avevano un coinvolgimento del 178% in più rispetto ai loro normali articoli e che la portata di quei video è raddoppiata. Che si tratti di video registrati, video lunghi, video brevi, video live, video 360, ephemeral video o video animati, c’è sicuramente un posto per i video nel 2020.

I marketer saranno più attenti ai motivi per cui creano contenuti.

Si dice che il content marketing sia una strategia a lungo termine, ma una delle cose che possiamo aspettarci nel 2020 è la creazione di contenuti come elementi costitutivi di tutte le strategie di marketing.

Dice Rebecca Lieb, autrice di Content, Atomic Particle of Marketing, “Ho realizzato che nessun marketing è possibile senza contenuto. I social media non funzionano senza contenuti e nemmeno la pubblicità a pagamento. Senza contenuti, non c’è nulla che possa andare avanti nell’intero panorama del marketing”.

Dato che i brand riconosceranno l’importanza dei contenuti, cercheranno anche di creare contenuti senza l’intenzione di venderli. Per fare un esempio, secondo quanto riferito, Apple sta investendo 1 miliardo di dollari nella creazione di contenuti.

Trasparenza del brand.

Solo perché il content marketing non vende prodotti in modo esplicito, ciò non significa che i clienti non si stancheranno dei vostri contenuti in determinate situazioni.

I millennial, in particolare, apprezzano che i brand facciano donazioni per l’ambiente o per cause caritatevoli, ma stanno diventando sempre più diffidenti sul fatto che i brand possano utilizzare queste azioni solo come show. Andando avanti, i brand devono essere più trasparenti sui loro sforzi di creazione di contenuti.

Allo stesso tempo, sia i brand che gli influencer dovrebbero collaborare per essere più trasparenti nel rivelare se un post è sponsorizzato o meno. La FTC ha preso provvedimenti in tal senso, inviando lettere a 90 blogger per rendere pubbliche le loro relazioni con i brand.

Iper-personalizzazione dei contenuti.

Uno dei maggiori errori e anche delle sfide di content marketing è la creazione di contenuti personalizzati. Prima, i marchi avrebbero creato un post o un video per una campagna, ma ora potrebbero creare diverse varianti per attirare un pubblico diverso.

YouTube attualmente offre una funzione chiamata Director’s Mix, che consente ai brand di offrire migliaia di video in una campagna, differenziati in base a fattori come dati demografici, comportamento online e persino luoghi reali visitati da una persona (in base ai dati di Google Maps).

Alcuni marketer possono persino rivolgersi al Machine Learning o all’intelligenza artificiale per creare ‘contenuti intelligenti‘, che vengono creati combinando marketing di ricerca, intelligenza artificiale e content marketing.

Spiega Kevin Bobowski, vicepresidente senior del marketing presso BrightEdge, “Un esempio di contenuto intelligente farebbe leva sull’intelligenza artificiale per identificare ciò che i consumatori desiderano, ciò che i consumatori cercano organicamente e dove i consumatori cercano”.

Aggiunge: “Utilizzando queste informazioni, i content marketer possono creare contenuti pertinenti che ruotano attorno a queste frasi e parole chiave che colpiscono il loro pubblico chiave. Questo approccio incentrato sul cliente consente ai contenuti di essere maggiormente individuabili all’interno delle pagine di ranking dei motori di ricerca”.

Un’altra azione in linea con la personalizzazione dei contenuti è la localizzazione dei contenuti. Questo può funzionare nei casi in cui il contenuto non sia applicabile al di fuori di determinati paesi.

Cambiare il medium del contenuti.

Oltre ai video, i marketer possono anche aspettarsi che i contenuti vengano distribuiti tramite IoT (Internet of Things), realtà virtuale e realtà aumentata.

Ad esempio, il marchio svedese IKEA ha un’app di realtà aumentata che vi consente di vedere come sarebbero i loro mobili nella vostra stanza. L’American Heart Association ha un’integrazione [Amazon] Alexa che può dirvi i passaggi per la RCP e dettagliare i segni premonitori di ictus e infarto.

Tuttavia, l’utilizzo di VR e AR è ancora un po’ ambizioso per molti content marketer a causa della barriera all’ingresso dovuta ad attrezzature (e costi), e questo rende difficile fornire queste esperienze su larga scala, secondo John Haynsworth, senior content strategist nell’agenzia di marketing POP.

Sebbene siano disponibili diversi medium per il content marketing, non è necessario utilizzarli tutti; scegliete quelli che si adattano meglio al vostro brand e al vostro pubblico.

Content Marketing Essentials per il 2020

Il content marketing è cambiato molto da quando è stato introdotto nel Poor Richard’s Almanac di Ben Franklin e sembra essere cambiato ancora più velocemente negli ultimi anni, grazie alla maggiore attenzione che viene data dagli odierni marketer digitali.

Per il content marketing, il mezzo esatto che utilizzate non è importante quanto avere una strategia ed essere coerenti. Se comprendete bene i costi e le tendenze, potete prepararvi per il successo.

Quali insight vorreste aggiungere alla nostra indagine sul moderno content marketing? Inviate un tweet @Kinsta e noi condivideremo i migliori con il nostro pubblico!


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