Come azienda di servizi di hosting focalizzata sulle prestazioni, ci entusiasma cercare e condividere i modi migliori per rendere più veloce il vostro sito WordPress. Una delle soluzioni più immediate, quando si tratta di aumentare la velocità al giorno d’oggi, è quella di utilizzare un Content Delivery Network (CDN). I CDN prendono il carico dal vostro server web e velocizzano la consegna dei contenuti ai visitatori, migliorando così la loro esperienza!

Oggi vogliamo spiegarvi in parole chiare come funziona un CDN per WordPress, perché dovreste usarne uno, e alcuni dei benefici extra che li accompagnano. Condivideremo anche alcuni test di velocità, in modo che possiate giudicare meglio l’aumento delle prestazioni che potreste aspettarvi di vedere sul vostro sito.

Il 40 percento dei visitatori abbandona un sito Web che impiega più di tre secondi per caricarsi. ⏱ Click to Tweet

Cos’è un CDN per WordPress?

CDN è semplicemente l’abbreviazione di Content Delivery Network. Si tratta di una rete di server situati in tutto il mondo, progettati per ospitare contenuti statici (e talvolta dinamici) del vostro sito WordPress come immagini, CSS, JavaScript e stream video. Ora, quando diciamo host, non confondetelo con il vostro host WordPress. Questi sono servizi completamente separati. Un CDN non sostituisce il vostro provider di hosting, ma è piuttosto un supporto per aumentare la velocità del vostro sito. Sebbene il nostro servizio di hosting qui da Kinsta sia già velocissimo, un CDN può rendere il vostro sito ancora più veloce.

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Come funziona un CDN

Come funziona esattamente un CDN? Ad esempio, quando scegliete Kinsta come host del vostro sito web, è necessario scegliere una posizione fisica del data center, come US Central, Europa, Sud America o Asia. Supponiamo che scegliate US Central. Ciò significa che il vostro sito web si trova fisicamente su un “server host” a Council Bluffs, Iowa. Quando le persone in Europa visitano il vostro sito web, ci vorrà più tempo per caricare, rispetto al tempo necessario a qualcuno che lo visita, ad esempio, da Dallas, TX. Perché? Perché i dati devono percorrere una maggiore distanza. Ciò è noto come latenza. La latenza si riferisce al tempo e/o al ritardo nella trasmissione dei dati su una rete. Maggiore è la distanza, maggiore è la latenza.

Sono necessari anche numerosi salti di rete (istanze di comunicazione tra dispositivi di rete intermedi) per servire le richieste di dati dai browser ai server di hosting e il contenuto richiesto dai server di hosting ai browser web. Ed è qui che entra in gioco un CDN. Questo aiuta a ridurre tale latenza caricando il contenuto del sito dai server più vicini ai browser. Questi server CDN sono talvolta definiti anche POP (punti di presenza).

Un CDN riduce la latenza

Un CDN riduce la latenza

Gli utenti di WordPress a volte possono essere riluttanti a guardare alle reti di distribuzione dei contenuti in quanto può essere un po’ scoraggiante all’inizio. Ecco come funzionano e come possono essere implementate, in parole povere, in tre semplici passaggi:

Passo 1

Si seleziona un provider CDN e ci si abbona al loro servizio. Questi sono in genere fatturati su base mensile o in base all’utilizzo dei dati. La maggior parte dei provider avrà un sistema di calcolo per stimare i costi.

Passo 2

Utilizzate plugin gratuiti come CDN Enabler o WP Rocket per integrarlo. Questi plugin collegano automaticamente le vostre risorse al CDN. Non c’è bisogno di alcun lavoro da parte vostra per collocare i vostri contenuti sul CDN, tutto questo non richiede alcun intervento! L’implementazione di un CDN è molto più semplice di quanto non fosse alcuni anni fa.

Passo 3

Quando le persone visitano il vostro sito web, questo caricherà ora il contenuto di WordPress da diversi CDN sparsi per il mondo. Quindi, per i visitatori in Europa che visitano il vostro sito situato in Iowa, i contenuti ora caricano da un POP in Europa. Come fanno? I CDN in genere utilizzano due diversi tipi di tecnologie per indirizzare gli utenti alla località giusta, e cioè IP Anycast + routing di geolocalizzazione. Essi possono rilevare automaticamente la località da dove provengono le richieste degli utenti e indirizzarle al POP più vicino.

È comunque importante scegliere un località strategica del server per il vostro host WordPress. Perché anche se un CDN aiuta a distribuire i vostri media e contenuti, una singola richiesta deve comunque essere fatta all’hosting privider quando viene caricato il sito web. A meno che non si stia utilizzando il caching a pagina intera su un server proxy, sul quale torneremo di seguito. Kinsta ora ha 19 località di data center sulle quali potete collocare il vostro sito WordPress.

Vantaggi dei CDN

Di seguito sono riportati solo alcuni dei numerosi vantaggi dell’utilizzo di un CDN sul vostro sito WordPress.

1. Miglioramento delle prestazioni

Il miglioramento delle prestazioni è uno dei motivi principali per cui utilizzare un CDN. È stato dimostrato più e più volte che un sito che carica più velocemente genera tassi di conversione più elevati, tassi di rimbalzo più bassi e una permanenza media più lunga dei visitatori. E per non parlare di un’esperienza utente semplicemente migliore. Quando è stata l’ultima volta che avete fatto clic per tornare indietro nel vostro browser perché il sito web impiegava troppo tempo per caricare? Questa è l’ultima cosa che vorreste che succedesse. Ma non fidatevi delle nostre parole, ecco alcune veloci statistiche per voi da alcuni dei principali esponenti del settore:

  • Un ritardo di 1 secondo nella risposta della pagina può comportare una riduzione del 7% delle conversioni. (Fonte: Kissmetrics)
  • La BBC ha visto che perde un 10% di utenti per ogni secondo aggiuntivo necessario a caricare il proprio sito. (Fonte: Creative Bloq)
  • Il 53% delle visite ai siti per dispositivi mobili viene abbandonato dopo 3 secondi, secondo le ricerche di DoubleClick di Google. (Fonte: DoubleClick)
  • AliExpress ha ridotto il tempo di caricamento del 36% e ha visto un aumento del 10,5% negli ordini e un aumento del 27% nella conversione per i nuovi clienti. (Fonte: Akamai)

Ecco alcuni modi in cui una CDN può favorire il miglioramento delle prestazioni del vostro sito WordPress.

Riduce il TTFB

Abbiamo già spiegato in precedenza che un CDN WordPress può aiutare a ridurre la latenza riducendo la distanza fisica richiesta per il trasferimento dei dati. Ma può anche aiutare a ridurre il vostro tempo al primo byte (TTFB). Per dirla in parole semplici, questa è una misura del tempo che il browser deve attendere prima di ricevere il suo primo byte di dati dal server. Più tempo è necessario per ottenere questi dati, maggiore sarà il tempo necessario a visualizzare la vostra pagina.

Un CDN riduce il TTFB

Un CDN contribuisce a ridurre il TTFB

Un malinteso comune è che il TTFB viene calcolato dopo il tempo di risoluzione del DNS, tuttavia, il calcolo originale del TTFB nel networking comprende sempre la latenza di rete. Ciò comporta un processo in 3 fasi e ritardi e latenze possono verificarsi in qualsiasi fase del processo, sommandosi al totale del TTFB. Un alto TTFB può essere generato da una serie di cause, come ad esempio del codice scritto male o un caching mal configurato sul server host. Ma la distanza geografica è sicuramente un fattore importante. Abbiamo eseguito un piccolo test per mostrare la differenza con il nostro CDN Kinsta (spinto da KeyCDN). Ogni test è stato eseguito 5 volte ed è stata fatta la media dei risultati.

TTFB senza CDN

Prima di tutto, abbiamo eseguito un test con il nostro CDN disabilitato e, come potete vedere, il nostro tempo di caricamento totale è stato di 1,45 s e il nostro TTFB medio su una risorsa è stato di circa 136 ms.

Il TTFB prima del CDN

Il TTFB prima dell’aggiunta di un CDN

TTFB Con CDN

Abbiamo quindi abilitato il nostro CDN ed eseguito di nuovo il test. Come potete vedere, i nostri tempi di caricamento complessivi sono scesi a 788 ms e il nostro TTFB medio ora è di 37 ms! Che differenza può fare una CDN. Un’altra cosa importante da notare è che abbiamo scelto la sede di Stoccolma per eseguire questo test. Perché? Perché volevamo mostrarvi il miglioramento concreto che si può ottenere diminuendo la distanza fisica. C’è un POP CDN situato a Stoccolma, quindi i nostri contenuti vengono serviti da questa località.

Il TTFB dopo il CDN

Il TTFB dopo l’aggiunta di un CDN

Nota: se state utilizzando Cloudflare, potreste avere un TTFB leggermente più alto. Ciò è probabilmente dovuto al sovraccarico e alla complessità aggiuntivi dovuti il servizio proxy in piena esecuzione. Ricordate che Cloudflare dispone di firewall aggiuntivi e altre funzionalità che alcuni provider CDN non hanno. Quindi dovreste prendere una decisione riguardo a ciò che potrebbe esservi più utile. Se il vostro intero sito non è ottimizzato nel modo corretto, potrebbe valer la pena avere un TTFB leggermente più alto.

E comunque, potreste anche dare un’occhiata alla guida di WP Bullet sull’utilizzo del caching delle pagine di Cloudflare per ridurre il TTFB. Ciò potrebbe richiedere un’aggiunta di configurazione e testing. Assicuratevi di eseguire i vostri test in quanto ogni ambiente è diverso. In alcuni casi, anche il nuovo servizio Argo di Cloudflare si è mostrato utile a ridurre il TTFB.

Consegna più veloce con il caching

Nello stesso modo in cui utilizzate il caching con il vostro host WordPress o con un plug-in, anche i CDN utilizzano il caching. Questo offre loro un modo per consegnare i file rapidamente. Una cosa importante da sapere, però, è come funziona la cache. Una volta che un CDN ottiene una copia dei vostri media, deve generalmente ricevere una richiesta o due da parte di un visitatore, prima che i file vengano effettivamente memorizzati nella cache del CDN. Un CDN colloca un’intestazione HTTP sulle richieste denominate “X-Cache”. Alla prima o seconda richiesta, il file verrà visualizzato come MISS, il che significa che non è ancora stato memorizzato nella cache.

CDN senza cache

CDN senza cache (MISS)

Alle richieste successive sarà quindi visualizzato come un HIT, il che significa che ora è presente nella cache del vostro CDN. Rimarrà in memoria a seconda di un numero variabile di fattori, come ad esempio le intestazioni ETag, le intestazioni expiresn o allo svuotamento manuale della cache del CDN.

CDN con cache

CDN con cache (HIT)

Se state utilizzando un CDN proxy completo come Cloudflare, è possibile portare il caching ad un livello superiore, utilizzando quello che Cloudflare definisce caching a pagina intera. Ciò implica il caching di tutto ciò che è presente su una URL. Tuttavia, per i siti WordPress questo a volte può essere complicato in quanto sarà necessario implementare soluzioni alternative per le parti dinamiche del sito.

Enorme risparmio con la compressione GZIP

I CDN di WordPress utilizzano anche GZIP, un formato di file e un’applicazione software utilizzata per la compressione e la decompressione dei file. La compressione GZIP è abilitata sul lato server (o meglio sul server CDN/POP) e consente un’ulteriore riduzione della dimensione del codice HTML, dei fogli di stile e dei file JavaScript. Non funzionerà sulle immagini in quanto queste sono già compresse in modo diverso. Alcuni hanno visto riduzioni fino al 70% grazie alla compressione. Probabilmente è una delle ottimizzazioni più facili da implementare. E non preoccupatevi, tutte i principali CDN hanno questa funzionalità attiva di default.

Potete utilizzare uno strumento come Check GZIP Compression o Chrome DevTools per vedere l’enorme differenza che fa la compressione. Ad esempio, di seguito potete vedere che sul nostro file jquery.js servito da un CDN, la compressione GZIP ha ridotto le dimensioni da 94,9 KB a 33,6 KB. Questo è un risparmio del 64,59% su un solo file. Aggiungetelo a tutte le vostre risorse e ai vostri media e vedrete perché la compressione è essenziale!

Risparmi GZIP su CDN

Risparmi per la compressione GZIP su un CDN

Brotli porta la compressione ad un livello superiore

Brotli è un nuovo algoritmo di compressione sviluppato da Google che ha dimostrato di ridurre le dimensioni dei file fino al 26 percento in più rispetto alle soluzioni esistenti, compreso GZIP. Il tasso di adozione di Brotli sta crescendo a un ritmo abbastanza rapido. A partire dal 20 giugno, Google sta persino comprimendo gli Annunci Display con la compressione Brotli.

Risparmi per compressione Brotli

Risparmi per compressione Brotli (src: SamSaffron)

Tuttavia, dato che Brotli è ancora nuovo, non è ancora disponibile su tutti i provider CDN. Ma ce ne sono alcuni come KeyCDN e CDN77 che già lo supportano. Nella maggior parte dei casi, il vostro server di origine (server di hosting) deve provvedere all’abilitazione di Brotli affinché questo funzioni. Anche il supporto di Brotli da parte dei browser sta recuperando terreno. Se l’installazione è corretta, i server che hanno attivato Brotli, nel caso in cui il browser non lo supporti, ripiegheranno automaticamente su GZIP.

HTTP/2

Anche HTTP/2 è una delle maggiori funzionalità che ora tutti i CDN utilizzano per accelerare la consegna delle risorse. HTTP/2 richiede HTTPS per essere supportato dai browser. Il miglioramento delle prestazioni è dovuto a una serie di fattori, tra cui il protocollo che supporta il multiplexing, il parallelismo, la compressione HPACK con codifica Huffman, l’estensione ALPN e il server push. Di solito c’era un eccesso di TLS quando si utilizzava HTTPS, ma ora, grazie a HTTP/2, questo è ormai un ricordo del passato.

2. Riduzione dei Costi della Larghezza di Banda

Un altro grande vantaggio di un CDN è che può aiutare ad scaricare CPU e risorse dal server di hosting (server di origine). Questo aiuta a prevenire che i picchi di traffico sovraccarichino il vostro host. Può anche contribuire a ridurre i costi della larghezza di banda. L’ultima cosa che potreste desiderare è che qualcosa diventi virale e che riceviate una fattura enorme da parte del vostro host o una addebito per il consumo in eccesso. Ad esempio, di seguito è riportato l’esempio di un sito che utilizza Cloudflare e, come si può vedere, questo ha permesso di scaricare il 69% della richiesta di banda.

Risparmio di banda con Cloudflare

Risparmio di banda con Cloudflare

Un altro modo in cui un CDN contribuisce a ridurre i costi consiste nel permettere di abilitare la protezione dagli hotlink. Questo in pratica limita i referrer HTTP e impedisce ad altri di incorporare le risorse (immagini – abbiamo un tutorial su come proteggere le vostre immagini) su altri siti web. Alcuni di voi potrebbero aver sentito parlare del fiasco dell’Huffington Post. Un autore dell’Huffington Post ha copiato e incollato immagini dal sito web di Oatmeal, cosa che ha generato a quest’ultimo una fattura di oltre $1.000 da parte di AWS. Il proprietario di Oatmeal ha, quindi, sostituito le immagini in modo che i lettori dell’articolo dell’Huffington Post vedessero il conto. Ma questo è il motivo per cui è sempre importante abilitare la protezione dagli hotlink, altrimenti potreste rievere una fattura mostruosa.

Hotlinking

Protezione dagli hotlink

3. Elevata Disponibilità e Scalabilità

I CDN offrono anche alta disponibilità e scalabilità. Dato che il contenuto replicato è disponibile su più POP in diverse posizioni geografiche, il traffico web viene instradato dinamicamente su un altro server se uno di questi non è disponibile. E non c’è bisogno di preoccuparsi della scalabilità poiché i provider CDN sono costruiti tenendola in debita considerazione. Se si utilizza un host condiviso più piccolo, un CDN potrebbe effettivamente evitare che il vostro sito vada in crash, poiché va a gestire la maggior parte del carico.

4. Vantaggi SEO

Google considera la velocità del sito un fattore di ranking a partire dal 2010, quindi non è un segreto che un sito web più veloce potrebbe portare a un’indicizzazione migliore. Anche se non c’è modo di sapere quanto peso la velocità, si può tranquillamente supporre che sia uno dei fattori più importanti, in quanto influenza l’esperienza dell’utente. Brian Dean ha analizzato un milione dei principali domini per vedere la correlazione tra la velocità del sito e le classifiche di Google e i risultati sono stati molto positivi. Sebbene questi test siano quasi impossibili da dimostrare in modo conclusivo, potete star certi che avere un sito web più veloce vi potrà solo essere di aiuto su Google. Per dirla semplicemente, Google premia i siti veloci.

Velocità del sito – indicizzazione su Google

Velocità del sito – indicizzazione su Google

Oltre alla velocità delle pagine del vostro sito web, un CDN può anche aiutare ad aumentare la velocità di scansione dei vostri media, come le immagini, che sono correlati all’indicizzazione nella ricerca delle immagini di Google.

5. Sicurezza aggiuntiva

Molti provider CDN offrono sicurezza aggiuntiva consentendo di implementare i firewall per applicazioni web (WAF) e ciò che alcuni chiamano Origin shield. Questi possono contribuire a ridurre, sul vostro sito WordPress, attacchi DDoS di tutte le forme e dimensioni, compresi quelli che hanno come target i protocolli UDP e ICMP, nonché gli attacchi SYN/ACK, di amplificazione DNS e Layer 7. Altri vantaggi includono la possibilità di mettervie dietro un proxy che permetta di nascondere l’indirizzo IP di origine, sebbene questo non sia a prova di proiettile.

Assicuratevi di dare un’occhiata al nostro case study su come fermare un attacco DDoS. Avevamo un cliente con un piccolo sito di ecommerce con Easy Digital Download che ha ricevuto oltre 5 milioni di richieste su una singola pagina in 7 giorni. Generalmente il sito generava solo tra i 30 e i 40 MB al giorno in termini di banda e un paio di centinaia di visitatori al giorno. Ma, inaspettatamente, il sito è passato istantaneamente a 15-19 GB di trasferimento dati al giorno! É un aumento del 4650%. E Google Analytics non ha mostrato traffico aggiuntivo. Questo non va bene.

Attacco DDoS

Attacco DDoS

Il client ha implementato sul proprio sito il firewall per applicazioni web di Sucuri e tutta la larghezza di banda e le richieste sono state immediatamente liberate (come illustrato di seguito) e da allora non si è verificato più un singolo problema. Quindi è sicuramente un buon investimento e un risparmio di tempo se vi imbattete in problemi come questo.

Dopo l'aggiunta del WAF

Dopo l’aggiunta del WAF di Sucuri

I CDN forniscono anche funzionalità aggiuntive come token sicura, che consente di generare collegamenti sicuri con un tempo di scadenza. Dopo la scadenza, le persone non possono più accedere a quel contenuto.

Test di velocità del CDN

Quindi, invece di dirvi quanto possa essere utile un CDN per WordPress, facciamo dei test per mostrarvi dei risultati concreti. Abbiamo eseguito 5 test da 4 diverse località, prima con un CDN attivo, quindi senza CDN. Il sito è ospitato da Kinsta e utilizza il CDN di Kinsta (basato su KeyCDN). La posizione fisica del server è in Iowa, USA.

Assicuratevi che, quando testate la velocità del vostro CDN, lo eseguiate un paio di volte in modo da memorizzare i media nella cache. Come descritto sopra a proposito del caching su CDN, l’intestazione HTTP X-Cache mostrerà un “HIT” una volta che la risorsa è nella cache. In caso contrario, sarà visualizzato un “MISS”. Se non eseguite l’operazione correttamente, potrebbe sembrare che il CDN non stia contribuendo a velocizzare il sito, quando in realtà non avete semplicemente messo prima in opera la cache.

Senza CDN (Dallas, Texas, USA)

Abbiamo eseguito per la prima volta 5 test senza un CDN in Pingdom da Dallas, Texas, e abbiamo fatto la media dei risultati.

Test Dallas senza CDN

Test senza CDN da Dallas (fonte: Pingdom)

Senza CDN (Melbourne, Australia)

Abbiamo quindi eseguito 5 test senza un CDN in Pingdom da Melbourne, Australia, e abbiamo fatto la media.

Test Australia senza CDN

Test senza CDN dall’Australia (fonte: Pingdom)

Senza CDN (San Jose, California, USA)

Abbiamo poi eseguito 5 test senza un CDN in Pingdom da San Jose, California, e abbiamo fatto la media.

Test San Jose senza CDN

Test senza CDN da San Jose (fonte: Pingdom)

Senza CDN (Stoccolma, Svezia)

Abbiamo poi eseguito 5 test senza un CDN in Pingdom da Stoccolma, Svezia, e abbiamo fatto la media.

Test Svezia senza CDN

Test senza CDN dalla Svezia (fonte: Pingdom)

Con CDN (Dallas, Texas, USA)

Abbiamo quindi eseguito 5 test con un CDN in Pingdom da Dallas, Texas, e abbiamo fatto la media.

Test Dallas con CDN

Test con CDN da Dallas (fonte: Pingdom)

Con CDN (Melbourne, Australia)

Abbiamo quindi eseguito 5 test con un CDN in Pingdom da Melbourne, Australia, e abbiamo fatto la media.

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Test Australia con CDN

Test con CDN dall’Australia (fonte: Pingdom)

Con CDN (San Jose, California, USA)

Abbiamo quindi eseguito 5 test con un CDN in Pingdom da San Jose, California, e abbiamo fatto la media.

Test San Jose con CDN

Test con CDN da San Jose (fonte: Pingdom)

Con CDN (Stoccolma, Svezia)

Abbiamo poi eseguito 5 test con un CDN in Pingdom da Stoccolma, e abbiamo fatto la media.

Test Svezia con CDN

Test con CDN dalla Svezia (fonte: Pingdom )

I Risultati

Ora diamo un’occhiata ai risultati per capire quanto un CDN influenzi i tempi di caricamento complessivi.

Confronto test velocità CDN

Confronto test velocità CDN

  • Dallas, Texas, USA: riduzione dell’8,11% nel tempo di caricamento totale con un CDN.
  • San Jose, California, USA: riduzione del 33,02% del tempo di caricamento totale con un CDN
  • Melbourne, Australia: riduzione del 54,19% del tempo di caricamento totale con un CDN.
  • Stoccolma, Svezia: riduzione del 54,7% del tempo di caricamento totale con un CDN.

Come potete vedere, sia a Dallas che a San Jose, con un CDN il test è stato leggermente più veloce. E se date un’occhiata ai test in Australia, potete notare un’enorme differenza nei tempi di caricamento. Ciò è dovuto alla posizione geografica del server di prova. Il nostro server è in Iowa e quindi, caricando da Dallas e San Jose, i dati non hanno tanta strada da fare. Ma per l’Australia, la distanza è ciò che uccide i tempi di caricamento. Quando abilitiamo il CDN, i contenuti e i media vengono caricati da un POP CDN di Kinsta a Sydney, Australia, il che si traduce in tempi di download molto più rapidi. Lo stesso vale per Stoccolma, in Svezia.

Ora la domanda è: volete ridurre i tempi di caricamento fino ad oltre il 50% in alcuni casi? La risposta dovrebbe essere sì!

Avete bisogno di un CDN?

Una domanda che ci viene posta di frequente qui da Kinsta è se sia o meno necessario un CDN per un determinato sito web. Nella nostra esperienza, un CDN può essere utile in quasi tutti gli scenari. Date solo un’occhiata a tutti i vantaggi che abbiamo elencato sopra. Il prezzo di solito non è più un fattore determinante, in quanto la maggior parte dei fornitori di CDN pratica prezzi molto bassi, alcuni addebitando cifre come $0,04/GB. E Cloudflare è addirittura gratuito. Le uniche volte in cui potreste voler fare ulteriori test è quando offrite contenuti ai visitatori solo in una specifica posizione geografica.

Diciamo, ad esempio, che avete un piccolo negozio con un sito web in Ontario, Canada. Forse non vi interessa tanto dei clienti che si trovano altrove. Dovrete fare una ricerca per vedere dove si trovano i POP di un provider CDN. Se ad esempio il vostro server host si trova in Ontario, ma vi abbonate ad un provider di CDN che il POP più vicino negli Stati Uniti, questo potrebbe effettivamente rallentare il vostro sito. In questo scenario, che è molto raro, potrebbe essere più vantaggioso non utilizzare un CDN.

Provider CDN popolari

Ci sono molti ottimi fornitori di CDN in giro tra cui scegliere. La maggior parte di questi offre prove gratuite, quindi vi consigliamo di provarne qualcuno per vedere quale va meglio per il vostro sito. Qui da Kinsta, a tutti i nostri clienti offriamo un’integrazione CDN gratuita basata su KeyCDN. Ecco alcuni altri fornitori di terze parti cui dovreste considerare:

Come installare un CDN in WordPress

Ogni provider CDN ha il proprio metodo di integrazione, ma per fortuna tutti supportano WordPress e lo rendono molto semplice da integrare. Assicuratevi di controllare la loro documentazione o rivolgetevi ai loro team di supporto in caso di difficoltà.

Kinsta CDN

Siamo in collaborazione con KeyCDN, un “content delivery network” HTTP/2 e IPv6 con 35 location, per mettere il turbo alle vostre risorse e ai vostri media in tutto il mondo. Le regioni attualmente servite comprendono America, Sud America, Europa, Africa, Asia e Australia.

Kinsta CDN

Kinsta CDN

Verificate come abilitare il CDN di Kinsta. È una semplice procedura ad un clic attivabile all’interno del cruscotto di MyKinsta.

Aggiungi zona CDN

Aggiungi zona CDN

Abbiamo anche ottimi dati analitici sul CDN che vi permettono di visualizzare l’utilizzo di banda, i file più richiesti, i codici di stato HTTP e altro ancora.

Statistiche utilizzo CDN

Utilizzo del CDN in Analytics

Cloudflare

Se state utilizzando o siete interessati a Cloudflare, abbiamo un tutorial approfondito su come installare Cloudflare sul vostro sito WordPress.

CDN di terze parti

Se state cercando di implementare KeyCDN da soli, vi consigliamo di leggere questo articolo su CDN per neofiti.

Una cosa che consigliamo è di utilizzare un sottodominio per i vostri media e per le vostre risorse, invece di utilizzare la URL casuale fornita dal provider. Ad esempio: cdn.yourdomain.com. Ciò garantirà una migliore visibilità del branding per il vostro sito e meno problemi per quanto riguarda l’indicizzazione. Dopo aver configurato il vostro CDN sul provider, potete utilizzare un plugin gratuito per WordPress, come CDN Enabler, per collegare facilmente le vostre risorse e farle copiare automaticamente sul vostro provider CDN.

CDN Enabler

CDN Enabler

Anche altri plugin come WP Rocket o W3 Total Cache dispongono di metodi di integrazione simili.

CDN in WP Rocket

CDN in WP Rocket

È importante caricare il maggior numero possibile di risorse dal vostro sito WordPress. Ciò garantisce una consegna più rapida ai visitatori e l’utilizzo di una singola connessione HTTP/2. Potete eseguire il vostro sito web attraverso uno strumento come Pingdom per vedere da dove vengono caricati i media. A volte, temi o determinati plugin potrebbero richiedere un adattamento o una ricerca sui motivi per cui non vengono caricati dal CDN, anche dopo aver completato l’integrazione.

Indicizzare le Immagini con il CDN

Sarà bene assicurarvi che le vostre immagini continuino ad essere indicizzate da Google quando vi spostate su un CDN. Per gli utenti del plugin Yoast SEO, vi consigliamo di aggiungere il seguente codice in fondo al vostro file functions.php. Sostituite ovviamente il dominio e il dominio CDN con il vostro.

function wpseo_cdn_filter( $uri ) {
return str_replace( 'http://yourdomain.com', 'http://cdn.yourdomain.com', $uri );
}
add_filter( 'wpseo_xml_sitemap_img_src', 'wpseo_cdn_filter' );

Il mancato inserimento di questo codice potrebbe causare la deindicizzazione delle vostre immagini (come si vede sotto). Potete sempre controllarlo da soli nella Google Search Console.

Immagini che non vengono indicizzate

Immagini che non vengono indicizzate

Tuttavia, abbiamo notato anche alcune incoerenze quando Google Search Console segnala che le immagini sono indicizzate correttamente. Per verificare se le vostre immagini sono realmente indicizzate, andate su Google Ricerca Immagini e inserite: site:https://yourdomain.com.

Verifica indicizzazione in Ricerca Immagini di Google

Verifica indicizzazione in Ricerca Immagini di Google

Importante: non inserite l’URL del vostro CDN. Anche se le immagini sono servite dal CDN, Google indicizza comunque il vostro dominio principale. Se le vostre immagini vengono visualizzate in Google Ricerca Immagini, significa che sono indicizzate correttamente.

Riepilogo

Ci auguriamo che ora possiate vedere tutti gli incredibili vantaggi che potete ottenere dall’uso di un CDN per WordPress. Questo garantisce che i media carichino più velocemente in tutto il mondo, riduce il TTFB e abbatte drasticamente i costi del consumo di banda e il carico del server. Ma non è solo questo. Potreste vedere una migliore indicizzazione dovuta a tempi di caricamento delle pagine più rapidi. E, cosa più importante, i vostri visitatori avranno una migliore user experience.

Non dimenticate, il nostro CDN HTTP/2 di Kinsta è ora compreso per tutti i clienti del nostro servizio di hosting. Avete qualche idea sull’uso di un CDN? Ci piacerebbe sapere cosa ne pensate nei commenti qui sotto.