Quello del Cloud Computing è un mercato in forte crescita ed evoluzione, e l’Italia spicca tra i paesi europei in termini di adozione dei servizi cloud tra le imprese.

A conferma di questo, il 15 giugno scorso Google ha presentato ufficialmente al pubblico le due nuove Google Cloud Region italiane di Milano e Torino, in un evento in cui sono state analizzate opportunità tecnologiche e organizzative legate all’adozione del Cloud Computing.

Si è parlato di lavoro ibrido, sicurezza, crescita, business value, analisi dei dati, sostenibilità e sono stati trattati molti altri temi legati al Cloud Computing in generale e per quanto riguarda l’Italia in particolare.

Immagine che mostra la home page dell'evento di presentazione dei nuovi data center di Milano e Torino
La presentazione dei nuovi data center di Milano e Torino (fonte: Cloud on Air)

Ma nel settore del Cloud Computing non c’è solo Google. È l’intero mercato del Cloud a vivere un momento di forte crescita, spinto da investimenti pubblici e privati e dalla crescente spesa delle aziende nelle tecnologie Cloud.

Questo testimonia anche il fatto che il cloud rappresenta certamente una sfida culturale e organizzativa, ma offre anche grandi opportunità di crescita, sia per le grandi aziende che per PMI, professionisti e lavoratori autonomi.

Insomma, è proprio il momento di saperne di più sul Cloud Computing e sullo stato del mercato del cloud in Europa e in Italia, ed è per questo che in questo articolo vogliamo offrirne un’analisi approfondita, con un’attenzione particolare all’apertura delle due Cloud Region italiane di Google Cloud.

Ecco quindi di cosa parleremo:

Cosa è il Cloud Computing e Perché è Importante Saperne di Più

L’Eurostat, Istituto Europeo di Statistica, dà la seguente definizione di cloud computing:

Il cloud computing è un modello che consente di accedere in rete in modo ubiquo, conveniente e su richiesta a un pool condiviso di risorse informatiche configurabili (ad esempio reti, server, storage, applicazioni e servizi) che possono essere rapidamente messe a disposizione e rilasciate con un minimo sforzo di gestione o interazione con il provider di servizi.

Sono molti i vantaggi del Cloud Computing rispetto alle tecnologie on-premise, e sono proprio questi vantaggi a spingere le imprese a migrare verso soluzioni cloud.

Ecco alcuni di questi vantaggi:

Risparmi di Costo e Flessibilità Organizzativa

Passando ad una tecnologia cloud, le aziende sono liberate dalla necessità di investire in infrastrutture hardware e software, oltre che nelle risorse umane necessarie per la loro gestione. L’azienda paga solo per quello che consuma. Questo vuol dire che, se opportunamente integrato nell’infrastruttura aziendale, il cloud computing libera risorse che l’azienda può destinare ad altre aree chiave del proprio business.

Illustration of Microsoft Mobile-Cloud Overview and Strategy. (Image Source: Microsoft)
Microsoft Mobile-Cloud (fonte: Microsoft.com)

Il vantaggio in termini economici è ancora più evidente se si considera il livello tecnologico accessibile a chi adotta soluzioni Cloud.

Un esempio? Kinsta mette a disposizione di tutti i clienti, indipendentemente dal piano sottoscritto, le potenti VM C2 di ultima generazione di Google Cloud. Questo significa che, indipendentemente dal fatturato annuo e dalle dimensioni dell’azienda, chiunque può sfruttare la potenza delle macchine virtuali di Google Cloud a prezzi che partono da 35 dollari al mese.

Immagine che mostra l'infrastruttura di hosting di Kinsta
L’infrastruttura di hosting di Kinsta

Il Cloud Computing garantisce una notevole flessibilità nell’utilizzo delle risorse, permettendo di scalare automaticamente verso l’alto o verso il basso in base alle necessità, ottimizzando i costi in modo che corrispondano esattamente alla quantità di risorse consumate. Ciò è reso possibile dal modello di costo Pay-As-You-Go, che permette aggiungere o rimuovere automaticamente risorse e servizi e rispondere prontamente al cambiamento delle esigenze organizzative e produttive delle aziende.

Al contrario, implementando un’infrastruttura on-premise, l’azienda dovrà sostenere l’intero costo dell’investimento, indipendentemente dal grado di utilizzo dell’infrastruttura. L’adozione delle tecnologie cloud, inoltre, trasforma gli investimenti in costi di gestione e questo garantisce maggiore elasticità operativa in caso di cambiamenti nelle strategie aziendali o nel mercato.

Mobilità Operativa

Accedendo a servizi disponibili nel Cloud, dipendenti e collaboratori dell’azienda possono lavorare sugli stessi progetti indipendentemente dalla località da cui accedono alle applicazioni. Basta un computer e una connessione a internet e si è operativi e produttivi in qualunque parte del mondo ci si trovi.

Questo aspetto rappresenta una grande opportunità per le aziende, ma porta con sé anche delle sfide organizzative. Un’azienda remota non è solo un’organizzazione distribuita geograficamente, ma è una realtà organizzativa orientata all’innovazione, dove cultura aziendale e dinamiche sociali acquisiscono connotazioni particolari e diverse rispetto alle aziende tradizionali.

Se da un lato, quindi, l’azienda può accedere ai migliori talenti del settore, indipendentemente dalla località geografica di residenza, e concedere maggiore flessibilità ai propri dipendenti, alternando lavoro in presenza e lavoro remoto, dall’altro lato deve dotarsi di sistemi di comunicazione e collaborazione avanzati e sviluppare una cultura partecipativa premiante e motivante e che sia in grado di mantenere un alto livello di motivazione, generare fiducia, valorizzare le diversità e favorire l’inclusione.

Diagramma che mette a confronto gli utenti di Microsoft Teams e gli utenti di Slack 2014-2019
Confronto tra gli utenti di Microsoft Teams e Slack nel periodo 2014-2019 (Fonte: Statista.com)

Si tratta di vere e proprie sfide per le imprese che operano in contesti organizzativi tradizionali e/o in mercati maturi, ma rappresentano anche delle grandi opportunità di crescita e di evoluzione in un contesto economico internazionale sempre più aperto, dinamico e competitivo. Insomma, l’adozione di tecnologie Cloud, oltre che una sfida, rappresenta una grande opportunità di crescita e business.

Velocità

La disponibilità di un’infrastruttura potente e di macchine con elevatissima capacità di elaborazione permette di eseguire in pochissimo tempo operazioni che altrimenti richiederebbero altri tempi e investimenti per essere eseguite internamente.

Un esempio emblematico sono i servizi di Cloud hosting, caratterizzati da tempi di operatività eccezionali, sicurezza all’avanguardia, facilità di configurazione e notevoli velocità di caricamento delle pagine.

Oltre a questo, i maggiori provider di servizi cloud, come Google Cloud, AWS e Azure, dispongono di reti di data center distribuiti globalmente per fornire servizi applicativi in prossimità degli utenti finali, riducendo al minimo la latenza di rete.

Sicurezza

I servizi Cloud potrebbero suscitare preoccupazioni per la sicurezza, soprattutto per quanto riguarda la conservazione dei dati, dato che non si ha il controllo fisico dei server.

In realtà, il passaggio al cloud comporta un aumento della sicurezza perché il provider garantisce gli aggiornamenti del software, di cui l’azienda non deve più occuparsi, strategie di disaster recovery e l’adozione di strumenti avanzati di sicurezza.

Si tratta di firewall, strumenti di monitoraggio del malware, crittografia e misure aggiuntive che limitano in modi diversi l’accesso ai data center. Inoltre, adottando soluzioni Cloud, l’azienda viene liberata da una parte consistente dei rischi legati alla sicurezza dell’infrastruttura.

Per chi volesse un dettaglio delle misure di sicurezza adottate dai principali provider di servizi Cloud, di seguito riportiamo i link alle risorse ufficiali dedicate alla sicurezza di Google Cloud, AWS e Azure:

Il rischio di un disastro informatico è sempre presente nella grandissima maggioranza delle aziende di oggi. La perdita dell’accesso ai dati o, peggio ancora, la distruzione dei dati per guasti accidentali, errori umani, eventi naturali, azioni delittuose e quant’altro può mettere in pericolo la sopravvivenza stessa dell’azienda.

L’adozione di un modello di infrastruttura basata sul cloud può portare vantaggi enormi e contribuire a ridurre i rischi e i costi connessi a tali eventi. Una strategia di Disaster Recovery basata sul Cloud garantisce tempi di recupero più rapidi, riduzione o eliminazione delle vulnerabilità, prevenzione di perdita di dati, punti di ripristino globali; tutti fattori che contribuiscono a mettere al sicuro i dati e l’intera infrastruttura hardware e software dell’azienda.

Capire il Cloud Computing: Modelli Architetturali e Modelli di Distribuzione

Abbiamo già analizzato i diversi modelli di Cloud Computing in un precedente articolo. Qui ne riportiamo una sintesi.

Innanzi tutto, precisiamo che non esiste un modello unico di Cloud Computing adatto a tutti. Esistono numerose differenze nella fornitura dei diversi pacchetti di servizi cloud a seconda del servizio offerto e del soggetto (provider o utilizzatore del servizio) nel cui ambito ricadono la responsabilità e il controllo sull’infrastruttura o sul servizio.

I Modelli Architetturali di Cloud Computing

Per modello architetturale si intende il posizionamento dei servizi cloud all’interno dei sistemi informativi aziendali.

Esistono tre principali modelli architetturali del cloud computing:

A questi possiamo aggiungere un modello più eterogeneo che comprende diverse sottocategorie: il modello XaaS, o Everything as a Service.

Ognuno di questi modelli rappresenta una diversa combinazione di servizi e prevede una diversa suddivisione delle responsabilità tra il fornitore di servizi cloud e l’azienda che li acquista.

Immagine che mostra i diversi modelli architetturali a confronto
Modelli architetturali a confronto (fonte: Red Hat)

IaaS: Infrastructure as a Service

Nel modello IaaS il provider di servizi mette a disposizione dell’azienda cliente servizi di infrastruttura, come storage, CPU, RAM, connessioni e tutto quanto è necessario per la creazione di macchine virtuali (Wikipedia).

Le risorse sono generalmente caratterizzate dal modello di consumo pay-as-you-go altamente flessibile e scalabile.

L’azienda cliente rimane responsabile del sistema operativo, della gestione dei dati, delle applicazioni e del middleware, mentre in capo al provider ricade la responsabilità della gestione dell’hardware, dell’accesso alla rete e dello storage.

PaaS: Platform as a Service

Il modello Paas consiste nell’offerta di un’intera piattaforma di elaborazione per consentire alle aziende di sviluppare, testare, implementare e gestire applicazioni aziendali senza dover sostenere i costi associati all’acquisto, alla configurazione, all’ottimizzazione e alla gestione dell’hardware e del software di base (Wikipedia).

Con il modello PaaS l’azienda accede ad un’intera infrastruttura hardware e software per sostenere tutte le fasi del ciclo di sviluppo delle applicazioni. L’azienda sarà in grado di concentrare tutte le sue risorse nel proprio core business, aumentando l’efficienza operativa e riducendo il capitale immobilizzato.

Differenze tra SaaS, PaaS e Iaas
Differenze tra SaaS, PaaS e Iaas (fonte: Microsoft Azure)

SaaS: Software as a Service

SaaS è un modello di servizio in cui un provider fornisce accesso completo ad un software o ad una applicazione attraverso Internet.

Tra gli esempi più comuni di servizi SaaS ricordiamo i sistemi di gestione delle relazioni con i clienti (CRM), la pianificazione delle risorse (ERP), la gestione delle risorse umane, le video conferenze, il lavoro collaborativo, le email, ecc.

I vantaggi dei servizi SaaS sono numerosi e tutti meritevoli di attenzione. L’azienda che acquista servizi SaaS, non solo riduce le necessità di investimento, ma limita l’esposizione ad una determinata tecnologia, potendo sostituire i servizi non più desiderati in qualsiasi momento.

Sono numerosissimi i servizi SaaS disponibili non solo per le aziende, ma anche per i privati. Quelli che seguono sono solo alcuni dei servizi SaaS più utilizzati al mondo:

  • Google WorkSpace
  • iCloud
  • Microsoft 365
  • Dropbox
Aziende e servizi di cloud computing
Aziende e servizi di cloud computing (Fonte: imelgrat.me)

I Modelli di Distribuzione dei Servizi Cloud

Una diversa classificazione dei servizi Cloud fa riferimento al modello di distribuzione dei servizi. In base a questo modello, i servizi Cloud vengono suddivisi nelle seguenti quattro categorie:

Cloud Privato

Nel Cloud Privato l’ambiente è riservato ad un unico cliente. Può trattarsi di un’infrastruttura on-premise, nel caso in cui l’intera infrastruttura sia sotto il controllo dell’azienda che la utilizza, oppure può trattarsi di servizi forniti da un provider esterno, presso il quale l’azienda utilizzatrice acquista risorse e servizi dedicati.

Con il modello del Cloud Privato, l’azienda utilizzatrice detiene il controllo completo sull’infrastruttura, sui servizi e sui dati, e questo può essere un vantaggio se si è preoccupati della sicurezza e della conservazione dei dati.

Tuttavia, questo modello porta con sé anche una minore flessibilità e scalabilità, e probabilmente anche più elevati costi di gestione dovuti alle maggiori responsabilità.

Cloud Pubblico

Nel Cloud Pubblico il controllo dell’infrastruttura ricade nell’ambito di un provider di servizi Cloud terzo che mette a disposizione i propri sistemi a clienti distribuiti in una o più regioni geografiche. I clienti accedono a capacità di calcolo, applicazioni e servizi di archiviazione.

Le aziende che offrono questo tipo di servizi offrono enormi capacità di calcolo e scalabilità pressoché illimitata, con soluzioni estremamente sofisticate, ma al contempo caratterizzate da una relativa semplicità d’uso. Tra i maggiori provider di questo tipo di servizi ricordiamo Amazon, Microsoft e Google.

Cloud Ibrido

Il modello del Cloud Ibrido mette insieme le caratteristiche dei due modelli precedenti per creare un ambiente in cui l’utente ha a disposizione risorse provenienti sia dal Cloud Privato che dal Cloud Pubblico, a seconda delle necessità.

Questo offre alle aziende una maggiore scalabilità rispetto al modello esclusivamente privato, ma al contempo permette di mantenere l’elaborazione di applicazioni sensibili e/o strategiche al sicuro nel Cloud Privato.

Multi-Cloud

Un modello Multi-Cloud si basa sul contemporaneo ricorso ai servizi Cloud di diversi provider, eventualmente anche adottando soluzioni di Cloud Ibrido. Il Multi-Cloud è, però, strutturalmente diverso dal Cloud Ibrido, in quanto l’azienda utilizzatrice dei servizi Cloud si rivolge contemporaneamente a diversi provider di servizi, ridicendo in questo modo la dipendenza da un unico fornitore.

Dopo questa lunga premessa di carattere generale sul Cloud Computing, è arrivato il momento di passare all’analisi dello stato del mercato del cloud in Europa e in Italia. Diamo dunque la parola ai dati.

Lo Stato del Mercato del Cloud in Europa

Secondo una recente analisi dell’Eurostat, l’ufficio statistiche dell’Unione Europea,

  • il 41% delle imprese auropee ha utilizzato servizi di cloud computing nel 2021, principalmente per l’hosting delle email e per l’archiviazione dei file nel cloud;
  • il 73% di queste imprese ha utilizzato servizi cloud avanzati relativi alla sicurezza delle applicazioni, all’hosting dei database aziendali e all’utilizzo di piattaforme computazionali per lo sviluppo, il testing e il debugging di applicazioni.

Rispetto al 2020, nel 2021 in Europa c’è stato un aumento complessivo nell’utilizzo dei servizi cloud del 5%.

Le motivazioni della corsa al cloud sono eterogenee, ma tra tutte certamente la ricerca di una maggiore efficienza è un fattore di primaria importanza: le aziende, invece di creare o espandere la propria infrastruttura tecnologica, accedono a risorse messe a disposizione da terze parti sul Cloud.

Per le piccole e medie imprese e le start-up si aprono opportunità impensabili solo qualche anno fa. Non sono infatti necessari ingenti investimenti in infrastrutture e l’assunzione di personale altamente qualificato per la relativa amministrazione. E inoltre chiunque può accedere ai servizi cloud da dispositivi di uso comune e a basso costo come laptop, cellulari e tablet.

Se dal report dell’Eurostat emerge che oltre il 98% delle aziende EU con 10 o più dipendenti/collaboratori hanno accesso a Internet, solo il 41% delle aziende usa servizi cloud, e con considerevoli differenze tra regioni.

Il grafico che segue mette a confronto i paesi dell’UE in base all’utilizzo dei servizi cloud nel 2020 e nel 2021. Ai primi posti della classifica spiccano la Svezia e la Finlandia, con il 75% delle imprese che usavano servizi cloud nel 2021, i Paesi Bassi e la Danimarca, con il 65%, e l’Italia, con il 60% delle imprese.

Diffusione dei servizi di cloud computing nell'Unione Europea
Diffusione dei servizi di cloud computing nell’Unione Europea (origine immagine: Eurostat)

Da quanto emerge dal report, l’Italia nel 2021 si colloca al quinto posto tra i paesi dell’UE per adozione di servizi cloud, con il 60% delle imprese che utilizzano uno o più servizi cloud.

Il grafico che segue mostra invece le differenze nell’utilizzo dei servizi cloud tra i diversi paesi dell’UE. Se a livello europeo le applicazioni cloud più utilizzate sono la posta elettronica (79%), i servizi di archiviazione (66%) e le applicazioni da ufficio (61%), Danimarca, Paesi Bassi, Svezia e Finlandia si collocano ai primi posti nell’utilizzo di servizi come Finantial accounting e Computing power for enterprise’s own software.

Suddivisione dei servizi cloud per paese in UE nel 2021
Suddivisione dei servizi cloud per paese in UE nel 2021 (fonte: Eurostat)

In Italia, i servizi cloud più utilizzati sono la posta elettronica, con il 96% delle imprese, e le applicazioni di sicurezza, con il 70% delle imprese.

È ancora relativamente poco diffusa, invece, l’adozione di servizi più sofisticati, come le applicazioni per la gestione dei clienti (CRM) e per la pianificazione dei processi e delle risorse (ERP) e per la potenza di calcolo.

A livello europeo, i settori in cui il cloud è maggiormente utilizzato sono il settore dell’informazione e della comunicazione e le attività di carattere professionale, tecnico e scientifico.

Guardando invece alle dimensioni, non sorprende che l’utilizzo dei servizi cloud sia più spinto tra le grandi aziende, ma con un buon incremento nelle percentuali di adozione anche tra le aziende di medie e piccole dimensioni.

Adozione dei servizi di cloud computing in EU in base alla dimensione delle aziende
Adozione dei servizi di cloud computing in EU in base alla dimensione delle aziende (fonte: Eurostat)

Un’altra interessante suddivisione per comprendere lo stato del mercato del cloud in Europa, è l’utilizzo dei servizi cloud per modello di servizio.

In Europa, la stragrande maggioranza delle aziende (il 94%) ha utilizzato servizi SaaS (Software as a Service), nell’ambito del quale rientrano servizi di email, applicazioni per l’ufficio, applicazioni per la finanza o la contabilità, per la sicurezza, ERP, CRM, ecc.

Il 74% delle imprese ha utilizzato almeno un servizio Infrastructure as a Service (IaaS), ossia hosting del database, archiviazione di file o potenza di calcolo.

Infine, il 21% delle imprese europee ha utilizzato servizi Platform as a Service (PaaS), nell’ambito dei quali rientrano i servizi di hosting cloud per lo sviluppo, il test e/o la distribuzione di applicazioni.

Suddivisione dei servizi cloud per modello di servizio in UE nel 2021
Suddivisione dei servizi cloud per modello di servizio in UE nel 2021 (fonte: Eurostat)

Un’ultima interessante classificazione che viene fatta nel report dell’Eurostat riguarda il livello di dipendenza delle imprese dai servizi cloud. Per calcolare il livello di dipendenza, si è fatto riferimento al livello di sofisticazione dei servizi cloud utilizzati dalle imprese. Maggiore è il livello di sofisticazione, maggiore sarà la dipendenza dell’impresa dai servizi cloud.

In base a questa classificazione, le aziende sono state suddivise in tre categorie:

  • Aziende che usano servizi cloud di base, come “e-mail as a cloud service”, “office software as a cloud service”, “storage of files or computing power to run enterprise’s own software”.
  • Aziende che usano servizi cloud intermedi, come “finance or accounting software application as a cloud service”, “ERP software application as a cloud service” o “CRM software application as a cloud service”, ma nessuno dei servizi sofisticati.
  • Aziende che usano servizi cloud avanzati, come “security software applications”, “hosting enterprise’s databases” o “computing platform providing a hosted environment for application development, testing or deployment”.

Dai dati dell’Eurostat, emerge che il 30% del totale delle imprese intervistate ha dichiarato di utilizzare almeno un servizio cloud sofisticato. Nell’adozione di questi servizi, Svezia (60 %), Danimarca (59 %), Finlandia (57 %), Paesi Bassi (56 %) e Italia (48%) si collocano nell’ordine ai primi posti della classifica.

Utilizzo dei servizi e dipendenza dal cloud in UE
Utilizzo dei servizi e dipendenza dal cloud in UE (fonte: Eurostat)

Lo Stato del Cloud Computing in Italia

In base ai dati dell’Osservatorio di Cloud Transformation del Politecnico di Milano, il mercato del cloud in Italia nel 2021 valeva 3,84 miliardi di euro, con un incremento del 16% rispetto al 2020.

Dai dati rilevati dall’Osservatorio, nel nostro paese non sono più i servizi SaaS a fare da traino. Nel 2021, infatti, la crescita più spinta è stata registrata nei servizi PaaS (Platform as a Service), con un impressionante +31% rispetto all’anno precedente, e i servizi IaaS (Infrastructure as a Service), con un +23%.

Si tratta di tassi di crescita importanti, sebbene l’adozione del cloud non è sempre accompagnata da idonee misure organizzative. È lo stesso Osservatorio di Cloud Transformation a precisare che il 34% delle imprese dichiara di non aver ancora accompagnato questo percorso tecnologico con azioni di cambiamento organizzativo rivolte alla Direzione IT, come l’arricchimento delle competenze del personale esistente, il potenziamento della struttura organizzativa con specialisti nelle tecnologie Cloud, o la revisione dei processi aziendali coinvolti.

Insomma, per sfruttare appieno le possibilità di crescita e sviluppo offerte dal cloud, è necessario anche un ammodernamento organizzativo.

Per quanto riguarda il modello di distribuzione dei servizi, in Italia il Cloud Pubblico e Ibrido raccolgono la quota più consistente di spesa, con circa 2,39 miliardi di euro spesi nel 2021, con un aumento del 19% rispetto al 2020.

E in quest’ambito, i servizi PaaS registrano la crescita maggiore rispetto al 2021, arrivando ad una spesa complessiva di 390 milioni di euro, facendo così registrare un +31% rispetto al 2020.

Sempre con riferimento al modello di distribuzione dei servizi, le strategie di Cloud Ibrido e Multi-Cloud sono le più diffuse nelle grandi imprese, che in media utilizzano i servizi di 5 diversi provider.

Valore del mercato del Cloud in Italia
Valore del mercato del Cloud in Italia (Fonte: Ricerca 2021 dell’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano – osservatori.net)

In base al report dell’Osservatorio di Cloud Transformation, i vantaggi per le aziende che si rivolgono ai servizi cloud sono numerosi ed eterogenei:

I benefici sono molti: dalla maggiore scalabilità, flessibilità e portabilità delle applicazioni, alla più ampia agilità progettuale legata alla rapidità di sviluppo, fino ai minori costi di realizzazione e gestione del software.

Ma quali sono i settori economico/produttivi maggiormente coinvolti dalla crescita dell’adozione del cloud computing in Italia?

A leggere i dati, sembra che nessun settore sia escluso, sia in ambito pubblico che privato.

Nell’ambito del privato, spicca il settore bancario, con una crescita del 64% degli investimenti nell’ambito del cloud computing:

Il Cloud Computing, che lo scorso anno era l’ambito di maggiore attenzione in termini di ricerca e indagine, quest’anno rappresenta invece la voce segnalata con maggior frequenza tra le prime 10 priorità di investimento, soprattutto dalle banche di maggiori dimensioni (fonte: Rapporto ABI Lab 2022_)

Se l’adozione del cloud computing interessa un’ampia fetta dell’economia privata, nella Pubblica Amministrazione ci si potrà aspettare una vera e propria rivoluzione del cloud. Al fine di assicurare l’autonomia tecnologica del Paese, garantire il controllo sui dati e aumentare la resilienza dei servizi digitali, il Dipartimento per la trasformazione digitale e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale hanno redatto il programma Strategia Cloud Italia, contenente gli indirizzi strategici per il percorso di migrazione verso il cloud di dati e servizi digitali della Pubblica Amministrazione.

La migrazione al Cloud permette alle pubbliche amministrazioni di fornire servizi digitali e di disporre di infrastrutture tecnologiche sicure, efficienti ed affidabili, in linea con i principi di tutela della privacy, con le raccomandazioni delle istituzioni europee e nazionali, mantenendo le necessarie garanzie di autonomia strategica del Paese, di sicurezza e controllo nazionale sui dati (fonte: Team per la Trasformazione Digitale)

Google Cloud: Due Nuove Cloud Region in Italia

Il fermento legato al cloud che si registra nel nostro Paese è testimoniato anche dalla recente apertura dalla nuova Cloud Region di Google Cloud di Milano (europe-west8) e dall’annunciata apertura di una seconda Cloud Region a Torino prevista per la fine dell’anno.

L'annuncio ufficiale dell'apertura della Google Cloud Region di Milano
L’annuncio ufficiale dell’apertura della Google Cloud Region di Milano (origine immagine: Google Cloud)

La nuova Cloud Region permetterà agli utenti italiani di archiviare dati e sfruttare le potenzialità di servizi cloud “veloci, affidabili e sicuri” e di sviluppare e distribuire applicazioni ad alta disponibilità e bassa latenza da data center collocati sul territorio italiano. E tutto questo con una soluzione cloud che si proclama come “il cloud più pulito del settore“.

L’apertura delle due nuove Cloud Region, in partnership con TIM e Banca Intesa, è stata preceduta e accompagnata da una ricerca dell’Università di Torino che ha stimato un effetto indotto che potrebbe arrivare a 3,3 miliari di euro e 65.000 nuovi posti di lavoro entro il 2025 per le sole regioni Piemonte e Lombardia. E questo senza contare gli effetti strutturali che i due nuovi data center avranno sull’intero sistema economico e produttivo nazionale con l’adozione dell’infrastruttura cloud da parte delle aziende.

Secondo quanto affermato da Google:

La nuova region di Milano ha l’obiettivo di fornire innovativi servizi di cloud pubblico, privato e ibrido per aiutare le aziende italiane di qualsiasi dimensione e settore ad accelerare la propria trasformazione digitale.

Inoltre, i nuovi data center di Google Cloud daranno una forte spinta al processo di modernizzazione dell’economia già in atto e alla migrazione delle infrastrutture delle organizzazioni pubbliche e private, nonché dei privati cittadini:

Questa nuova region rappresenta un concreto passo avanti verso la costruzione di una capacità a livello locale in grado di rispondere alle esigenze dell’economia digitale italiana, in termini di disponibilità e residenza dei dati, di sovranità digitale e sostenibilità.

Venendo alla parte tecnica, la nuova Cloud Region disporrà dei servizi standard di Google Cloud: Compute Engine, Google Kubernetes Engine, Cloud Storage, Persistent Disk, CloudSQL e Cloud Identity.

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In più, i clienti italiani di Google Cloud beneficeranno del controllo sulla residenza dei dati, della crittografia predefinita, delle policy organizzative e i controlli dei servizi VPC.

Una caratteristica strategica della presenza di due Cloud Region in Italia sarà la sicurezza: avere due regioni nello stesso Paese permetterà ai clienti italiani di Google Cloud di avere un sito locale secondario per garantire un migliore disaster recovery e un’alta disponibilità geografica.

Fabio Fregi, Country Manager Italy di Google Cloud, durante la conferenza di presentazione delle due Cloud Region tenutasi a Milano lo scorso 15 giugno, ha evidenziato che

Google è l’unico cloud provider ad avere due regioni nel nostro Paese, cosa che permette di avere due siti in grado di fare il disaster recovery l’uno per l’altro, e questa è una caratteristica unica in Italia che si traduce poi in termini di affidabilità e disponibilità, oltre che di sicurezza.

Ma non c’è solo sicurezza. Nel suo intervento, Enrico Bagnasco, Executive Director dei Sistemi Informativi di Intesa Sanpaolo, sottolinea l’importanza della scalabilità dell’infrastruttura e dell’archiviazione dei dati sul territorio nazionale:

Poter contare su forte elasticità dell’infrastruttura e rapidità di crescita per assecondare le necessità di business e alla stessa velocità poter spegnere e contenere i costi, e quindi essere molto flessibili nell’allocazione dei costi, per noi è un elemento cruciale, così come è cruciale avere i dati sul territorio italiano, perché per una banca, essendo un’istituzione iper-regolamentata, l’aspetto dei dati è un aspetto fondamentale.

La presenza di Google Cloud in Italia non si limita, però, all’aspetto infrastrutturale. Da quanto emerso durante i lavori della conferenza di presentazione, l’apertura dei due data center di Milano e Torino è infatti parte di un più ampio programma di investimenti (circa 900 milioni di dollari) che punta sia sulla creazione dell’infrastruttura cloud, sia sulla formazione di competenze tecniche di alto livello che ne favoriscano l’adozione sul territorio nazionale.

Già prima dell’inaugurazione della Cloud Region di Milano, Google ha dato avvio a tre diversi progetti di formazione:

  • Opening Future: portale dedicato alla formazione e allo sviluppo digitale per PMI, startup, studenti e docenti, nato da una collaborazione tra Google, Tim e Intesa Sanpaolo.
  • Google Cloud Pro: ancora in collaborazione con TIM, Google Cloud Pro è un programma di formazione gratuita sulle tecnologie cloud, aperto all’intero ecosistema degli sviluppatori italiani. Gli studenti possono seguire tre diversi percorsi didattici, Cloud Engineer, Cloud Architect e Data Engineer, al termine dei quali possono sostenere un esame e ottenere la certificazione di Google Cloud.
  • Italia in Digitale: si tratta di un progetto dedicato alla formazione in ambito digitale a beneficio di PMI e privati. I corsi offrono un’introduzione ad argomenti che riguardano vari aspetti dell’economia digitale: marketing digitale, gestione dei dati, comunicazione con i clienti, avvio di attività online, utilizzo di strumenti di analisi dei dati e altro ancora.
Google lifelong training strategy
Google lifelong training strategy (fonte: Google Cloud Events)

Al riguardo, si legga anche questo articolo del blog di Google Italy.

I Benefici della Migrazione al Cloud per le Imprese e le Amministrazioni Italiane: Un Caso di Studio

Gli effetti economici indotti dall’apertura delle due nuove Cloud Region di Google sulle regioni Piemonte e Lombardia sono senza dubbio notevoli. Ma i vantaggi dell’adozione del cloud in termini di produttività si estendono a tutte le organizzazioni del territorio nazionale, indipendentemente dall’area geografica in cui queste sono localizzate.

In termini generali, abbiamo già parlato dei benefici del cloud per le imprese e le organizzazioni che decidono di integrare soluzioni cloud nella propria infrastruttura. Ma come si manifestano questi benefici nel concreto?

Un buon esempio ci viene dall’esperienza della Regione Veneto, che ha implementato Google WorkSpace e altri servizi di GCP per creare un’infrastruttura IT integrata migrando sul cloud l’attività di 85.000 dipendenti comunali con l’obiettivo di supportare la cittadinanza nella fruizione dei servizi digitali.

Oltre all’adozione dei servizi cloud nelle amministrazioni comunali, la regione ha deciso di aggiornare l’infrastruttura ICT del sistema sanitario, migrando su Google Workspace l’attività di 70.000 operatori sanitari in oltre 50 ospedali, oltre ad altri 15.000 dipendenti che lavorano in altre divisioni del settore pubblico regionale (agricoltura, turismo, amministrazione e altre).

Ma in Veneto l’innovazione non si ferma qui. In collaborazione con Noovle, Azienda Zero sta sviluppando uno strumento di apprendimento automatico per rivoluzionare la gestione del processo di diagnosi per i suoi medici generici.

Il risultato finale è stato il seguente:

  • Con la migrazione di 85.000 dipendenti a Google Workspace, è migliorata la collaborazione e la necessità degli spostamenti fisici del personale si è ridotta del 60%.
  • I costi operativi dell’autorità sanitaria sono diminuiti del 90% rispetto alle precedenti soluzioni on-premise.
  • È stato creato un ecosistema digitale integrato tra le divisioni comunali, utilizzando il machine learning per soluzioni amministrative innovative.

Il caso della Regione Veneto offre un’idea abbastanza chiara dei benefici che possono derivare dall’adozione di infrastrutture e servizi cloud.

Ma quanto abbiamo detto per un’organizzazione di grandi dimensioni come la Regione Veneto, vale anche per aziende di piccole dimensioni? I servizi, le piattaforme e le infrastrutture cloud sono ugualmente accessibili ad aziende di ogni settore e dimensione, oppure esistono vincoli dimensionali e organizzativi pe l’adozione del cloud? In altre parole, le aziende che non dispongono delle competenze necessarie alla configurazione e gestione dei servizi Cloud devono considerari escluse dalla rivioluzione del cloud computing?

La risposta è ovviamente negativa. Se l’accesso a servizi cloud come l’hosting della posta elettronica o il file storage non richiede particolari competenze tecniche, per servizi più avanzati lo scenario è molto più eterogeneo e la risposta dipenderà dal tipo di servizi cui si vuole accedere.

Per quanto riguarda i servizi di cloud hosting di siti web, in effetti sono necessarie competenze che piccole e medie imprese e professionisti potrebbero non avere. Ma oggi un sito web è un must per qualsiasi attività economica, e non basta avere un sito web qualsiasi, perché per apparire in buona posizione nelle classifiche dei motori di ricerca non si può rinunciare alle prestazioni e alla sicurezza offerte dal cloud (lo dice Google).

Ed è a queste aziende che si rivolge principalmente l’offerta di servizi di cloud hosting di Kinsta. Vediamo perchè e quali sono le opportunità per PMI e professionisti.

L’Offerta di Servizi Cloud di Kinsta: da SaaS a PaaS su Google Cloud

Per gli eventi internazionali più recenti e per una naturale tendenza del mercato, negli ultimi anni molti servizi aziendali e professionali si sono spostati sui canali telematici. Sono sempre di più, infatti, le aziende che offrono servizi online e, per mantenere alti standard di qualità del servizio, diventa essenziale avere un sito web veloce, sicuro e scalabile in qualsiasi momento. E quando poi si parla di ecommerce, le caratteristiche di velocità, sicurezza e scalabilità diventano semplicemente vitali.

Ed è per questo che sono sempre di più le aziende che migrano da soluzioni di web hosting tradizionale, come hosting condiviso, dedicato o VPS, a soluzioni cloud più flessibili, affidabili, sicure e performanti.

Se adottare una soluzione di Cloud hosting può sembrare a prima vista al di là delle possibilità di quelle aziende e professionisti che non dispongono dell’organizzazione, delle risorse e delle competenze di una grande azienda, le piccole realtà aziendali non possono rinunciare ai vantaggi del cloud computing per rimanere competitivi sul mercato e crescere con i propri siti.

Per questo Kinsta si pone come intermediario privilegiato tra Google Cloud e professionisti e aziende di ogni settore e dimensione che vogliono usufruire di servizi cloud di prim’ordine senza doversi far carico di tutte le difficoltà che possono accompagnare l’adozione diretta di una soluzione cloud.

La missione di Kinsta è quella di offrire il meglio dell’hosting di Google Cloud con la massima semplicità possibile, ai prezzi più competitivi sul mercato. Per i clienti di Kinsta, installare un sito web su Google Cloud Network richiede, infatti, solo pochi clic.

Installare un sito WordPress su Kinsta
Per installare un sito WordPress su Kinsta bastano pochi clic

Ma non è tutto. Nel tempo l’offerta di Kinsta si è andata arricchendo progressivamente e ai servizi di hosting si sono affiancati altri prodotti e servizi, che hanno portato Kinsta da un modello di servizio basato sul software (SaaS) ad un modello sempre più improntato sulla piattaforma (PaaS).

Il Modello di Servizio PaaS di Kinsta

L’intera infrastruttura di Kinsta è basata sul Top Tier di Google Cloud. Non si tratta dei servizi base, ma del livello di punta dei servizi di Google Cloud. La differenza tra Premium Tier e Standard Tier è che con il primo i dati in transito passano per la quasi totalità del percorso sulla dorsale privata di Google e non sulla dorsale Internet pubblica. Ciò implica un minor numero di salti, minore latenza e prestazioni superiori.

Inoltre, mettiamo a disposizione dei nostri clienti le macchine virtuali C2 ottimizzate per il calcolo, nelle regioni in cui queste sono disponibili.

Queste macchine sono caratterizzate da prestazioni ultra elevate per carichi di lavoro che richiedono molta potenza di calcolo (fonte Google Cloud) e sono adatte per:

  1. Carichi di lavoro vincolati al calcolo
  2. Gestione del Web ad alte prestazioni
  3. Giochi (Server di giochi AAA)
  4. Pubblicazione di annunci
  5. Computing ad alte prestazioni (HPC)
  6. Transcodifica multimediale
  7. AI/ML

Ma l’offerta di servizi di Kinsta non si limita a fornire ai propri clienti il servizio di hosting di Google Cloud, perché Kinsta completa la sua offerta con un set di servizi di livello enterprise che rendono quella di Kinsta una piattaforma unica nel settore.

Indipendentemente dal piano scelto, i nostri clienti avranno infatti a disposizione:

  • MyKinsta: il potente pannello di controllo dell’hosting di Kinsta sviluppato in-house per offrire a tutti i nostri clienti il controllo completo del proprio sito WordPress con la massima semplicità possibile.
  • Strumenti per sviluppatori, come SSH e WP-CLI.
  • Ambienti di staging per tutti i siti.
  • Integrazione gratuita di Cloudflare: per garantire maggiore sicurezza e migliorare ulteriormente le prestazioni dei siti di tutti i nostri clienti, abbiamo implementato un’integrazione di Cloudflare su tutti i nostri piani. I nostri clienti hanno quindi a disposizione gratuitamente, indipendentemente dal piano scelto, un Firewall integrato con protezione da attacchi DDoS, CDN gratuito, supporto di HTTP/3, certificati SSL automatici gratuiti e supporto wildcard.
  • DevKinsta: la nostra suite gratuita di strumenti di sviluppo locale per costruire, testare e distribuire siti WordPress in pochi minuti. DevKinsta permette di creare siti WordPress sulla macchina locale con pochi click e mette a disposizione potenti strumenti di sviluppo e gestione, come Adminer e MailHog. E una volta concluso il lavoro, è possibile trasferire il sito locale in un ambiente di staging su Kinsta con un solo clic.

A tutto questo poi si aggiunge un servizio di supporto ai vertici del settore per competenza e rapidità di risposta, nonché una moltitudine di altri strumenti che permettono di eseguire con pochi clic operazioni altrimenti complesse se non addirittura pericolose, come il search and replace sul database del sito, la gestione degli utenti dell’hosting, l’abilitazione della modalità di debug, trasferimento di siti all’interno e all’esterno di Kinsta, e molto altro.

Appare quindi evidente che i clienti di Kinsta hanno a disposizione una piattaforma completa di sviluppo per i propri siti e applicazioni WordPress su Google Cloud.

I Piani di Hosting Cloud di Kinsta

Con l’evoluzione di nostri servizi, è aumentato anche il numero dei piani di hosting e i pacchetti di servizi si sono arricchiti per adattarsi alle esigenze più diverse delle aziende di ogni settore e dimensione.

Si è venuta, così, strutturando la seguente offerta:

Piani tradizionali:

Sono i piani destinati alla generalità dei nostri clienti. Ogni piano dispone di un diverso numero di installazioni di WordPress con una diversa allocazione di risorse, a seconda dei volumi di traffico e della potenza di elaborazione richiesta dal cliente.

I piani Starter e Pro di Kinsta
I piani Starter e Pro di Kinsta sono destinati a siti amatoriali e piccole attività economiche

Si parte da un piano Starter, con una installazione di WordPress, per arrivare ai piani Enterprise 4, con 150 installazioni di WordPress (vedi i piani)

I piani Business di Kinsta
I piani Business di Kinsta sono destinati a piccoli e medi ecommerce
I piani Enterprise di Kinsta
I piani Enterprise sono destinati ad aziende e ecommerce di maggiori dimensioni

Piani Agency:

Sono tipologie di piani pensati per le agenzie web e per gli studi creativi che offrono ai propri clienti anche la gestione dell’hosting. Le agenzie hanno esigenze specifiche rispetto alla generalità delle aziende e i piani Agency sono la risposta di Kinsta a queste esigenze.

I piani Agency vanno da un pacchetto Agency 1 con 20 installazioni di WordPress, ai piani Agency 3, con 60 installazioni di WordPress. E in più, i piani Agency offrono hosting gratuito su un piano Pro per il sito web dell’agenzia e una serie di altri servizi tarati su misura per le agenzie (vedi i piani Agency).

I piani di Kinsta dedicati alle agenzie
I piani di Kinsta dedicati alle agenzie

Piani per singoli siti:

Questa terza tipologia di piani è stata pensata per aziende e professionisti che hanno un solo sito con un considerevole fabbisogno di risorse. Si pensi, ad esempio, alle aziende proprietarie di un solo ecommerce, oppure ad attività economiche che forniscono servizi online attraverso un solo portale web.

I piani Business per sito singolo di Kinsta
I piani Business per sito singolo di Kinsta

I clienti che sceglieranno questa tipologia di piano beneficeranno di una maggiore allocazione di risorse su un sito singolo a prezzi vantaggiosi rispetto ai piani tradizionali (vedi i piani di hosting per singoli siti)

I piani Enterprise per sito singolo di Kinsta
I piani Enterprise per sito singolo di Kinsta

Piani custom:

E se la vostra azienda ha delle esigenze del tutto particolari e non ricade in nessuna delle precedenti tipologie, potete sempre contattare il nostro team vendite e chiedere l’elaborazione di un piano personalizzato che sia su misura per voi.

Riepilogo

Si conclude qui la nostra analisi dei servizi di cloud computing. Speriamo di aver offerto una panoramica il più possibile completa dei servizi cloud e delle opportunità che si offrono alle aziende e ai professionisti che adottano soluzioni cloud.

Siamo partiti da un’introduzione ai concetti base del cloud computing, con una breve panoramica sui modelli architetturali e di distribuzione dei servizi. Abbiamo scoperto quali sono i servizi cloud più utilizzati dalle imprese in Europa e quali sono i paesi Europei in cui l’adozione del cloud computing è più spinta.

Ci siamo poi dedicati al mercato del cloud in Italia, con i dati dell’Osservatorio di Cloud Transformation del Politecnico di Milano.

Il lancio da parte di Google di due Cloud Regions in Italia ha offerto un’ottima occasione per una riflessione attenta dei vantaggi e delle sfide che accompagnano la Cloud Revolution che sta interessando il nostro Paese.

E la cosa che vogliamo sottolineare maggiormente in conclusione di questo articolo è che nessuno, grande azienda o libero professionista, è escluso da questa rivoluzione.

E Kinsta si offre come partner privilegiato di aziende di ogni dimensione nell’adozione dei servizi di hosting gestito nel cloud con un’ampia gamma di piani e pacchetti di servizi, adatti ad ogni tipo di organizzazione.


Risparmia tempo e costi e massimizza le prestazioni del sito con:

  • Aiuto immediato dagli esperti dell’hosting WordPress, 24/7.
  • Integrazione di Cloudflare Enterprise.
  • Copertura globale del pubblico con 35 data center in tutto il mondo.
  • Ottimizzazione del sito con il nostro Monitoraggio delle Prestazioni delle Applicazioni integrato.

Tutto questo e molto altro, in un piano senza contratti a lungo termine, con migrazioni assistite e una garanzia di 30 giorni di rimborso. Scopri i nostri piani o contattaci per trovare il piano che fa per te.